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Oltre la Leggenda nera. La verità sul Vaticano e il nazismo

Papa Pio XII

Papa Pio XII

Pio XII e la Chiesa del suo tempo non favorirono la fuga dei criminali nazisti. Un lungo e documentato studio demolisce tesi false rivelatesi, alla luce della verità storica, menzogne ideologiche. Si intitola “Oltre la Leggenda nera” e porta la firma dello storico Pier Lugi Guiducci il libro edito da Mursia e presentato ieri pomeriggio presso la sede della nostra emittente. Il servizio di Paolo Ondarza:

Un approfondito studio tra gli archivi internazionali – quello condotto da Pier Luigi Guiducci – per sfatare la "leggenda nera" secondo la quale la Chiesa di Pio XII avrebbe favorito la fuga dei criminali nazisti. Niente di più falso, attestano i documenti: esponenti del Terzo Reich si infiltrarono sì tra i profughi, ma in alcuni casi con l’appoggio degli Alleati che li utilizzarono come spie in Unione Sovietica, ma a insaputa di organizzazioni legate alla Chiesa impegnate nei soccorsi umanitari. Lo storico Pier Luigi Guiducci traccia una mappa dettagliata dei luoghi in cui i criminali nazisti trovarono rifugio e l’elenco dei comuni che rilasciarono loro documenti falsi:

R. – Moltissime affermazioni contro la Chiesa cattolica, i suoi esponenti, sono sbagliate, cioè non risultano, non ci sono i riscontri. Ci sono moltissimi silenzi su realtà che invece sono estremamente importanti. In particolare, noi dobbiamo distinguere tra quello che è stato il movimento dei profughi e quelle che sono state le fughe dei criminali nazisti. Il movimento dei profughi fu di migliaia e migliaia di persone e fu sostenuto, aiutato, accompagnato dalle opere caritative della Chiesa. Poi, c’è stato un gruppo di criminali, nazisti e loro alleati, i quali hanno avuto mezzi, persone, complici, conoscenze e soprattutto denaro, attraverso il quale hanno avuto la possibilità di sfuggire alla ricerca che veniva fatta loro da parte degli organi di giustizia.

D. – Perché allora la "leggenda nera"? Perché tante false verità?

R. – Perché fondamentalmente si è creata una situazione di tipo più ideologico che storico. Coloro che non erano favorevoli alla Chiesa, come i sovietici e i loro alleati – c’era l’ateismo – incominciarono a creare una serie di "leggende nere" per mettere in difficoltà chi non parlava bene del comunismo. E tra coloro che non parlavano bene c’era ovviamente anche il Pontefice, che ricordava tutti gli eccidi che c’erano stati subito dopo la Seconda Guerra mondiale.

D. – Ma oggi i tempi sono maturi per la verità storica?

R. – Gli storici sono cambiati, cioè sono meno ideologici, perché ci si allontana dal 1945 – sono passati 70 anni – perché c’è un dialogo tra cattolici ed ebrei, perché c’è una conoscenza internazionale che prima non c’era. Molti non conoscono questa verità perché sono stati coinvolti da persone che sono state registi o scrittori i quali si sono occupati di questa "leggenda nera", la famosa "Operazione Odessa", e hanno guadagnato moltissimo su queste cose: hanno parlato di omicidi, di dinamiche segrete, di nebbie, di segreti che non si possono rivelare... Però, tutto questo con il tempo piano piano viene meno.

Sarebbe un mancato servizio alla storia presentare la Chiesa come asservita ai criminali, spiega il gesuita padre Peter Gumpel, relatore della Causa di beatificazione di Papa Pacelli e autore della prefazione del testo che sfata ogni insinuazione circa una presunta connivenza a Genova del cardinale Siri con la fuga dei nazisti:

R. – Non c’è una sola prova, nemmeno una, che la Curia di Genova, il cardinale Siri e i suoi assistenti abbiano consapevolmente voluto salvare un solo criminale di guerra. Quindi, questi attacchi sono fuorvianti, sono ingiusti. Non stupisce il clima generale di certe parti che sono contro la Chiesa cattolica, ma attenzione quando vengono fatte queste affermazioni: si deve fare molta attenzione a distinguere ciò che storicamente è certo. Un’altra cosa sono le affermazioni di cose campate in aria, accuse fatte. Dove sono le prove? Non esistono.