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In un volume Lev gli atti del Convegno su Costantino

Un dipinto che ritrae la visione dell'imperatore Costantino

Un dipinto che ritrae la visione dell'imperatore Costantino

La Libreria Editrice Vaticana omaggia uno dei maggiori protagonisti della storia del cristianesimo e dell’Europa, Costantino I. È stato presentato un libro che raccoglie gli atti di un Convegno dedicato all’imperatore nel 2012, a 1700 anni dalla sua conversione. Il servizio di Corinna Spirito:

A 1700 anni dalla sua conversione, Costantino resta un personaggio fondamentale per la nascita dell’Europa. Lo conferma l’attenzione del Pontificio Comitato di Scienze Storiche che a lui ha dedicato un nuovo libro, “Costantino il Grande. Alle radici dell’Europa”. Edito dalla Libreria Editrice Vaticana, e curato da padre Enrico dal Covolo e dalla profe.ssa Giulia Sfameni Gasparro, il volume è di grande importanza storica in quanto raccoglie gli atti del Convegno del 2012 dedicato all’imperatore romano. Lo ha detto padre Bernard Ardura, presidente del Pontificio Comitato di Scienze Storiche:

“Possiamo dire che, attraverso queste pagine, si può studiare un momento cardine della storia dell’Europa e, si deve dire, anche della storia del mondo”.

A confermare le parole di padre Ardura anche il cardinale Paul Poupard:

“Devo confessare che, su Costantino il Grande, credevo di sapere molto, ma ho imparato non poco. 1700 anni di distanza cronologica così grande da fatti – quella famosa battaglia di Monte Milvio e la conversione di Costantino – che invece tuttora, oggi, sono attivi nella vita della nostra Europa. E, dunque, questo per me è il grande pregio del libro, che riflette su quale era lo stato dell’Impero Romano a quell’epoca, vedendo in modo molto preciso cosa era successo con i precedenti imperatori e come uno che era in carica potesse dare il suo giudizio critico anche sulle persecuzioni che avevano fatto i suoi predecessori sui cristiani, constatando che invece di essere strumento di unità nel regno, erano stati tutto il contrario. Allora, invece di perseguitare i cristiani per l’unità dell’Impero, si riconosceva dunque l’importanza della fede cristiana per l’unità, mettendo in risalto così che motivo delle persecuzioni era un fatto sociopolitico. Per me, dunque, una bellissima pubblicazione, in tutti i sensi della parola ‘bellissima’”.  

“Costantino il Grande. Alle radici dell’Europa” è dunque un volume di alto interesse storico, ma non solo. Il cardinale Poupard crede che questo libro possa far ricordare i valori che uniscono l’Europa:

“L’Europa di oggi fa fatica a riconoscere proprio le sue radici cristiane e fa fatica anche ad ammettere la presenza pubblica della religione. Mi auguro che la lettura, la conoscenza di questi atti, aiuti anche qualche responsabile politico a riflettere un po’ su questo. Lo diceva il Santo Padre Giovanni Paolo II: ‘Senza le radici, muore l’albero’”.

Ricordare Costantino il Grande allora non è soltanto responsabilità storica, ma anche un compito fondamentale per costruire il nostro presente.