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Giornalisti minacciati: in Italia 2.351 casi dal 2006 a oggi

 - ANSA

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Giornalisti minacciati in Italia. Secondo i dati dell’osservatorio sui giornalisti "Ossigeno per l’informazione", dal 2006 ad oggi si parla di 2.351 casi. “Proteggere i giornalisti, conoscere le verità scomode” è stato il tema del Convegno internazionale che si è svolto ieri a Roma al Senato. “Una stampa libera, indipendente e corretta - ha affermato il presidente del Senato, Pietro Grasso, presente all’incontro - credo sia un primo, insostituibile e formidabile antidoto all’affermazione della cultura dell’illegalità”. Il servizio di Alessandro Filippelli:

Aggressioni fisiche, danneggiamenti, avvertimenti e ostacoli all’esercizio della professione giornalistica. I numeri diffusi da "Ossigeno per l’informazione" dicono che nei primi 182 giorni del 2015 in Italia sono stati minacciati 128 giornalisti. Il maggior numero di casi si è registrato in Lombardia (36), nel Lazio (33) e a seguire Campania, Puglia e Sicilia (23). A questi poi vanno aggiunti altri 78 casi avvenuti negli anni passati, ma di cui si è venuti a conoscenza solo di recente e spesso trascurati dai media. Giuseppe Federico Mennella, segretario dell'osservatorio "Ossigeno per l'informazione":

“Per la verità, i giornali italiani non ne parlano quasi per nulla, a meno che non capiti il grande nome del giornalismo in cui una di queste trappole. Dei poveri, a quelli che prendono 5 euro a pezzo, di quelli che lavorano in piccole realtà editoriali, di questi davvero i grandi giornali, i medi giornali, i piccoli giornali non ne parla nessuno. Questo è lo sforzo che facciamo come 'Ossigeno'. Anche questo Convegno internazionale ha come scopo quello proprio di portare a non negare l’evidenza e a parlare di ciò che attraversa il giornalismo italiano”.

La Conferenza è stata un’occasione per confrontare proposte, pareri e opinioni su cosa sia più opportuno fare per rafforzare la protezione dei giornalisti di inchiesta, per frenare le querele strumentali e gli altri abusi che, non solo in Italia, ostacolano sempre più diffusamente la conoscenza di importanti informazioni. Don Luigi Ciotti, presidente di Libera:

“L’informazione o è libera o non è informazione, deve poter documentare con grande serietà. Ci sono giornalisti, bravi, liberi, coraggiosi, ma non bisogna dimenticarsi che a volte sono condizionati dagli editori, da segmenti della politica. Bisogna sostenere, aiutare e incoraggiare e non lasciare soli quanti non si fermano in superficie e scendono in profondità. Quanti continuano a fare inchieste serie, documentano in modo molto serio, attento, mai fazioso. Bisogna rimettere in grado il mondo dell’informazione, e qui ce n’è tanta, perché sia capace di scavare, di scendere in profondità. Ne abbiamo bisogno, perché è la cultura che dà la sveglia alle coscienze”.

Infine, "Ossigeno per l’informazione", insieme all’Associazione "Journalismfund", che ha organizzato un analogo convegno lo scorso maggio a Bruxelles, scriverà un rapporto per il Centro europeo per la Libertà di stampa e dei media di Lipsia, con il quale collabora alla realizzazione di un progetto sostenuto dalla Commissione Europea.