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Rondine candidata al Nobel pace. Galantino: su Grecia sì a dialogo

mons. Galantino - ANSA

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La vicepresidente della Camera Marina Sereni ha candidato l’associazione “Rondine cittadella della pace” per il premio Nobel per la pace 2015. L’organizzazione si occupa di far dialogare e studiare ragazzi di paesi in conflitto. Alla presentazione del rapporto annuale, oggi a Roma, il segretario della Cei, mons. Nunzio Galantino, ha messo in guardia anche dai conflitti economici in corso in Europa. Alessandro Guarasci

Diciotto anni fa nasceva ad Arezzo l’associazione “Rondine cittadella della pace”. Il dialogo è tutt’ora lo spirito che anima le varie iniziative. Oggi alla Camera sono stati presentati altri 18 giovani provenienti da luoghi di guerra, che per due anni sperimenterannola convivenza con il proprio nemico. E la candidatura al Nobel, inorgoglisce tutti i giovani che sono passati per Arezzo. Il presidente dell’associazione Franco Vaccari:

"Lo sentono i giovani di Rondine, lo sentono i 160 giovani nei 23 Paesi del mondo in cui operiamo, che sono in fibrillazione, ma con questo senso di responsabilità, anche perché all’improvviso si trovano visibile in territori in cui aver dato la mano ad un nemico non è propriamente una cosa semplice".

Spesso i conflitti partono anche da motivazioni economici. E anche quando non sono combattutti con le armi rischiano di minare i rapporti tra i popoli. Mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei:

"Se non si recuperano logiche diverse – la logica diversa è quella di Rondine, quindi una logica di incontro, di dialogo, del vedere che dietro i soldi non ci sono le banche, ma ci sono delle persone, dei volti, della gente che oggi non sa veramente su cosa contare – e se non recuperiamo questa dimensione è chiaro che questi conflitti ci devono far paura. E chiaro! Perché la fame, guardate, gioca brutti scherzi: la fame acceca e si apparenta molto facilmente con la rabbia".

Secondo il sottosegretario Luca Lotti il lavoro di Rondine è insostituibile, e la sua candidatura al Nobel per la pace è un atto dovuto