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Sorgerà in Calabria il cimitero dei migranti

L'area dove sorgerà il cimitero per i migranti a Tarsia, provincia di Cosenza - ANSA

L'area dove sorgerà il cimitero per i migranti a Tarsia, provincia di Cosenza - ANSA

"Oggi dal Ministero dell'Interno ci sono giunte richieste di ulteriori informazioni sul nostro progetto, mentre la Regione Calabria lo ha già assegnato al settore 'Lavori pubblici' e quindi aspettiamo presto il finanziamento". Il primo cittadino di Tarsia, Roberto Ameruso, nutre buone speranze che vada in porto il progetto per il cimitero internazionale dei migranti morti nel Mediterraneo che dovrebbe essere realizzato nel piccolo comune calabro, in provincia di Cosenza. L'ufficio tecnico comunale ha già redatto un progetto preliminare per questo particolare 'campo santo' che dovrebbe sorgere in un'area di circa 10mila metri quadrati su una collina che domina il lago di Tarsia. 

L'idea del cimitero per i migranti è di Franco Corbelli, presidente del movimento 'Diritti civili', che spiega: "Mi è venuta dopo la tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013. Vedendo le immagini di quelle centinaia di bare di migranti 'senza nome e senza volto', deceduti a poche miglia dell'isola siciliana, ho pensato che bisognava dargli una degna sepoltura. E il giorno dopo ho iniziato questa battaglia di civiltà". "La realizzazione di questo progetto cancellerà la disumanità dei corpi dispersi in tanti piccoli cimiteri e permetterà ai familiari delle vittime di sapere dove andare per portare un fiore e dire una preghiera". "Un'opera a tutela di quello che ritengo un grande valore umanitario", spiega Corbelli, da decenni impegnato come cittadino nelle iniziative di accoglienza dei migranti. 

A incoraggiare il progetto è anche mons. Salvatore Nunnari, arcivescovo emerito di Cosenza-Bisignano. "E' un'iniziativa che dimostra come il popolo calabro sia un popolo ospitale - spiega il presule -   e io sarò tra i primi ad andarlo a visitare e a fermarmi in preghiera". "L'iniziativa è meravigliosa perché dimostra che anche i fratelli stranieri possono sentirsi figli di questa terra. E questo anche grazie al fatto che qui trovano uno spazio di sepoltura tutto per loro". "E' un progetto - continua mons. Nunnari - che dimostra la nostra vicinanza. Il cimitero è il luogo che unisce tutti. Sant'Agostino diceva che la cura delle esequie è spesso una consolazione per i vivi, ma direi anche che il rispetto per i defunti è educazione alla vita. Nel cimitero si impara a vivere". "La mia speranza è che, il giorno dell'inaugurazione di questo cimitero internazionale per i migranti - conclude Corbelli - Papa Francesco possa inviarci la sua benedizione". 


(Fabio Colagrande)