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Attacchi di Al Qaeda in Burkina Faso: almeno 27 morti

 - AFP

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In Burkina Faso è di 27 morti, di 17 nazionalità, il bilancio provvisorio delle vittime dell'attacco terroristico rivendicato da Al Qaeda ed avvenuto nella capitale Ougadougou, dove un gruppo di persone armate ha assaltato un locale e un albergo frequentati da occidentali, ed in particolare, da personale dell'Onu. Il presidente francese Hollande ha condannato l'attacco, definito vile e abominevole. Nel Paese africano sono stati proclamati 3 giorni di lutto nazionale. Il servizio di Amedeo Lomonaco:

Le forze di sicurezza del Burkina Faso hanno dichiarato concluso il blitz, mostrato in alcune sue fasi da un video amatoriale pubblicato su internet. All’operazione hanno partecipato anche unità speciali dell’esercito francese. Sono stati liberati almeno 126 ostaggi di diverse nazionalità. Quattro jihadisti, tra cui due donne, sono stati uccisi. Un ramo nordafricano di Al Qaeda ha rivendicato l’attacco precisando che si tratta di una “vendetta contro la Francia”. Nella capitale del Burkina Faso c’è una base delle forze speciali francesi attive nell'operazione lanciata da Parigi per contrastare il terrorismo in tutta la regione del Sahel. Il presidente francese Hollande - si legge in una nota dell'Eliseo - ribadisce il "sostegno totale" al  capo di Stato del Paese africano Kabore' e al popolo del Burkina Faso. Nella nota si riferisce nche noto che tra le vittime ci sono due francesi e si condanna quello che viene definito “un abominevole e vile attacco”. Intanto nel nord del Burkina Faso, in una zona al confine con il Mali, sono infine stati rapiti stanotte un medico australiano e sua moglie. Le autorità stanno indagando per capire se il sequestro sia in qualche modo legato agli attacchi avvenuti nella capitale.

Commentando quanto avvenuto in Burkina Faso il presidente francese Hollande ha dunque parlato di vile attacco e di pieno sostegno di Parigi al capo dello Stato neoeletto Kaboré. Sentiamo l’arcivescovo di Ouagadougou, il cardinale Philippe Ouédraogo:

“La situazione è drammatica! Usciamo da un anno di transizione, caratterizzato da tanti problemi: ma siamo riusciti a superare le difficoltà e ad arrivare a elezioni. C’è ora un nuovo governo che sta impegnandosi per farci uscire dalla crisi. Pensiamo che gli jihadisti sono sempre stati presenti: sono dappertutto in Africa occidentale. Siamo sicuri che erano qui già anni fa, hanno cercato di riprendere il potere e non ci sono riusciti! E questa è una conseguenza, forse, di ciò che abbiamo vissuto in passato come Stato: ci sono tanti nemici di questo cammino, di questo nuovo andamento del nostro popolo. I terroristi hanno scelto un posto strategico per colpire… Ma adesso non abbiamo bisogno di questo: abbiamo bisogno di pace per andare avanti. Ho chiesto a tutto il popolo di rafforzare la nostra speranza nella preghiera soprattutto. Noi siamo sicuri che il Signore non ci lascia: Lui è il Maestro della storia; il Maestro delle Nazioni”.

L’attentato in Burkina Faso di Al Qaeda è stato preceduto da quello rivendicato dal sedicente Stato Islamico a Giakarta, in Indonesia. E’ pensabile che vi sia una strategia comune? Giancarlo La Vella lo ha chiesto a Emanuele Schibotto del Centro Studi “Geopolitica.info”:

R. – Si può pensare a una regia comune di intimidazione verso i tentativi, portati avanti soprattutto dall’Europa, di contrastare questo fenomeno nelle maniere più “civili”: uso proprio la parola “civile” e non bellica oppure militare… Ci sono diverse concomitanze che sembrano alquanto sospette: in particolare mi riferisco alle vicende turche, al rapprochement tra la Germania e la Turchia, che è fondamentale e di vitale importanza per gli equilibri in Europa, secondo me.

D. – Lo Stato Islamico in Indonesia, Al Qaeda in Burkina Faso: si può pensare che le due famigerate organizzazioni abbiano ricominciato a dialogare?

R. – Hanno dialogato in passato, poi hanno avuto i loro problemi, ma quando si tratta di unire le forze verso un obiettivo comune, che potrebbe essere il contrasto a politiche di accoglienza o comunque di dialogo, sicuramente si possono alleare, possono trovare dei punti di incontro ben precisi. Loro giocano d’anticipo…