Leggi l'articolo Vai alla navigazione

Social:

RSS:

App:

Radio Vaticana

la voce del Papa e della Chiesa in dialogo con il mondo

lingua:

Mondo \ Medio Oriente

Ue: in Libia subito governo di unità. Non esclusa azione armata

Ministro italiano degli Esteri Gentiloni - ANSA

Ministro italiano degli Esteri Gentiloni - ANSA

La Libia al centro del Consiglio degli affari esteri di oggi a Bruxelles. L’Ue rivendica la legittimità solo del governo di unità nazionale e teme per la formazione di un’asse del terrore nel Nord Africa. Non escluso l’intervento militare. Intanto in Siria e in Iraq la lotta al sedicente Stato islamico continua. Il servizio di Gabriella Ceraso:

"Se ci verra' richiesto, daremo il nostro contributo". L’Italia, col ministro Gentiloni, al Consiglio affari esteri di oggi a Bruxelles, conferma quanto detto poco prima anche da Berlino, cioè che non è esclusa per la Libia una operazione militare. Invece sul fronte politico l’Unione ribadisce che c’è bisogno della nascita di un governo che possa rivolgersi alla comunita' internazionale, e l'unico legittimo è quello di unità nazionale. Stop dunque ad ogni contatto con i governi di Tripoli e Tobruk per tutte le istituzioni, comprese quelle economiche e finanziarie. L’area libica desta preoccupazione: la destabilizzazione del Paese potrebbe favorire la formazione di un asse del terrorismo islamico in Nord Africa, visto che l’Is cerca connessioni con Boko Haram nel centro del continente. Si parlerà anche di questo a Roma il prossimo 2 febbraio al vertice ministeriale della coalizione internazionale anti- Daesh. Ma sul tavolo di Bruxelles oggi c'è stata anche la questione siriana: il disastro umanitario che conta almeno 5 morti per fame a Madaya e il necessario negoziato, previsto a fine mese, tra regime e opposizione. L’Is intanto avanza ancora intorno alla città di Deir Ezzor, mentre in Iraq, continuano le indagini sulla scomparsa dei tre contractors americani. Nel nord del Paese invece, nei pressi di Sinjar, è stata scoperta l’ennesima fossa comune con le spoglie di 20 civili yazidi. Ricordiamo il lungo assedio dell’Is a questa città costato circa 1.200 vittime e un migliaio di 'desaparecidos' tra gli yazidi, la più grave tragedia umanitaria subita da  questa minoranza nella storia moderna.