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Tassi fermi ancora per molto tempo: l'annuncio di Draghi

Presidente BCE, Draghi - AFP

Presidente BCE, Draghi - AFP

Tassi fermi, salute delle banche italiane, effetti del calo petrolio e possibile inflazione. Ne ha parlato il presidente della Bce, Mario Draghi, dopo l'incontro sulla politica monetaria del direttivo della banca Centrale Europea.  Il servizio di Fausta Speranza

Tassi ancora fermi per un lungo periodo di tempo. Draghi lo assicura spiegando che “Il piano di acquisto titoli procede bene, con effetti positivi sul costo del credito a famiglie e imprese". Le misure messe in campo dalla Banca Centrale dalla metà del 2014 – dice - "stanno funzionando". Bene anche gli effetti del Quantitative Easing e delle decisioni prese di allungare "almeno fino a marzo 2017". Fin qui giudizi sul già fatto. Poi Draghi si pronuncia sul futuro: esclude con fermezza un nuovo e inatteso accantonamento o nuove richieste di maggior capitale per le banche" europee da parte della vigilanza.  A proposito del questionario,  inviato dalla vigilanza a diverse banche nell'area euro (fra cui le italiane) che ha provocato forti tensioni in Borsa, Draghi sostiene che “non e' una iniziativa che vuole spingere le banche a risolvere urgentemente il tema dei crediti. Sappiamo – ammette - che ci vuole molto tempo".  Resta da dire del pronunciamento del presidente della Banca Centrale Europea sulle banche italiane:  ben capitalizzate - assicura – con un livello di patrimonializzazione nella media dell'eurozona ed un alto livello di garanzie e collaterale".  Dell’effetto sull’inflazione del calo del petrolio, in sostanza dice che si potrà capire solo dopo marzo. Torna a ribadire l’obiettivo di un’inflazione vicino ma sotto al 2% entro il suo mandato.