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Naufragio nell'Egeo: strage di bambini. Cei: gravi segnali da Ue

Svezia, migranti in coda alla stazione di Malmo - AP

Svezia, migranti in coda alla stazione di Malmo - AP

Sono almeno 24 i corpi dei migranti recuperati oggi nell’Egeo, dopo il naufragio di un barcone davanti all’isola greca di Samo. Tra le vittime vi sono 18 bambini. La Svezia, intanto, ha deciso di espellere fino a 80 mila persone alle quali è stata negata la richiesta di asilo. Sarebbero tutti migranti arrivati nel Paese nell’arco del 2015. il servizio di Francesca Sabatinelli:

Mentre i bambini continuano a morire, l’Europa continua a chiudere. Dopo la controversa legge approvata in Danimarca, che prevede il prelievo di soldi e beni ai migranti, e attualmente al vaglio dell’Unione Europea, oggi la Svezia ha annunciato l’intenzione di espellere dalle 60 alle 80mila persone ritenute senza requisiti per la richiesta di asilo. In considerazione dell’alto numero, inoltre, per riportarli a casa nell’arco di alcuni anni, verranno utilizzati voli charter noleggiati appositamente e non voli commerciali come di consueto. Tra gli espulsi potrebbero esservi anche iracheni o afghani, e quindi con diritto a ricevere protezione internazionale, che però potrebbero essere cacciati in virtù del regolamento di Dublino. Rimpatriare gli illegali per l’Ue “è una questione di credibilità”, perché l’Europa non è una porta aperta: così la Commissione Ue all’immigrazione commenta la decisione svedese. Di altro avviso mons. Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes :

“E’ un segnale certamente negativo, che dimostra come l’Europa si stia frammentando e stiano ritornando le decisioni nazionali, e non dell’Unione Europea, sulla tutela dei richiedenti asilo. Un segnale grave, seguito dai segnali arrivati nei giorni scorsi sull’intenzione di sospendere il Trattato di Schengen, che non aiuta certamente ad affrontare un dramma che cresce e che ha sempre di più degli aspetti preoccupanti, legati a Paesi e persone in fuga.L’Europa implode, e non sotto il peso dei migranti, che sono stati un milione e quindi in un continente di 550 milioni non è certamente una realtà implosiva, ma implode perché non è in grado di affrontare e regolamentare un fenomeno e perché non è stata in grado di preparare questo fenomeno che interessa l’Europa proprio perché l’Europa stessa ha creato delle condizioni gravi in alcuni Paesi: parlo dell’Iraq, parlo della Siria, parlo dell’Eritrea, che è stata abbandonata a stessa così come la Libia. Quindi, l’Europa piange ciò di cui è causa lei stessa”.

La presidenza di turno olandese dell’Ue, nel frattempo, starebbe lavorando a un piano per l’accoglienza ogni anno di un massimo di 250 mila migranti provenienti dalla Turchia. Ankara da parte sua dovrebbe riprendere tutte le persone che sbarcano illegalmente sulle coste greche, uno scambio che però solleva interrogativi. Ancora mons. Perego:

“Il fatto di creare un peso eccessivo su un Paese che comunque è ancora alla frontiera dell’Europa, come la Turchia, pensando di spostare il problema in questo Paese è ciò che era già avvenuto precedentemente per quanto riguarda la Libia. E questo significa non affrontare responsabilmente, invece, un nuovo programma di asilo che sostituisca Dublino, che è fallimentare”.

In Italia, intanto, alle tante voci che da sempre chiedono l’abolizione del reato di clandestinità, e tra queste forte è stata sempre quella di Migrantes, si unisce la denuncia fatta oggi dal primo presidente della Cassazione, Giovanni Canzio, per il quale tale reato è una risposta “inutile, inefficace e per alcuni profili dannosa”. Mons. Perego:

“Speriamo che la politica, non abbandonandosi a paure e ideologie, prenda atto di questa realtà, da tutti detta 'intelligente', che è l’abolizione del reato di clandestinità. E quindi che faccia sostanzialmente uscire 1.500 persone che sono nelle carceri italiane per questa ragione e provveda invece a rafforzare dei sistemi di accompagnamento e di ri-accompagnamento in patria di quelle persone che eventualmente sono irregolarmente presenti nel nostro Paese”.

Almeno 18 i bambini tra le 24 vittime di oggi nell’Egeo, a largo dell’isola greca di Samo dove è naufragato un barcone:

“Il dramma dei bambini che continuano a morire, deve fortemente portare a pensare a canali umanitari, almeno per le persone che sono più fragili: donne incinta, donne con minori, bambini soli e neonati, facendo in modo che effettivamente questa esperienza dei canali umanitari non venga abbandonata semplicemente alla volontarietà di alcuni mondi associativi, ma sia veramente un programma europeo. Sarebbe un grande segnale di civiltà da parte dell’Europa”.

Londra ha intanto stabilito che non accoglierà più i minori non accompagnati se non in arrivo direttamente dai campi profughi in Siria. Cade così la possibilità di aprire le porte del Regno Unito a oltre tremila profughi minorenni già presenti sul territorio europeo, così come richiesto da alcune associazioni umanitarie. La decisione del premier Cameron nascerebbe dalla volontà di non voler incoraggiare l’arrivo di nuovi migranti in Europa.