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Family Day: folla imponente per chiedere il ritiro del ddl Cirinnà

Il Family Day al Circo Massimo - ANSA

Il Family Day al Circo Massimo - ANSA

Family Day a Roma: una folla imponente al Circo Massimo per chiedere il ritiro del ddl Cirinnà sulle unioni civili, che apre alle adozioni per coppie dello stesso sesso. Due milioni le persone presenti secondo il presidente del Comitato promotore Massimo Gandolfini."Qui ci sono elettori di tutti i
partiti - ha detto Gandolfini rivolgendosi alla politica -  i prossimi passaggi della legge li seguiremo minuto per minuto e vedremo chi ha ascoltato il
messaggio di questa piazza e chi lo ha messo sotto i tacchi". Una grande festa per un grande sì alla famiglia con centinaia di migliaia di bambini, nonni, genitori e persone di ogni credo e posizione politica, giunti da tutta Italia. Dal Circo Massimo il nostro inviato Paolo Ondarza:

Il clima è quello della festa: già da metà mattinata, il catino del Circo Massimo si è riempito di un flusso ininterrotto di persone: papà, mamme e bimbi di ogni età, anche in carrozzina, nonni, semplici cittadini che non senza sacrifici, hanno scelto di partecipare al “Family Day”. Una piazza che è nata da una loro idea, lo abbiamo detto più volte, dal basso: se infatti la Chiesa italiana, come sottolineato nei giorni scorsi dal suo presidente, il cardinale Angelo Bagnasco, ritiene necessaria questa mobilitazione di popolo, non ne è però la promotrice. Asoltiamo la voce di una mamma:

“Siamo qui, pur se con difficoltà, affaticati, stanchi dal viaggio perché ci ha spinto la nostra responsabilità di genitori, perché in mezzo alle mille difficoltà di tutti i giorni, siamo noi i primi garanti dei diritti dei bambini e della loro educazione. L’abbiamo detto anche il 20 giugno: i genitori non vogliono delle ideologie, per i loro bambini. E oggi abbiamo il dovere di difendere la famiglia per il bene di tutti e di dire 'no' a questa legge, perché se tutto è famiglia, niente è famiglia”.

A popolare il Circo Massimo ci sono persone che hanno viaggiato tutta la notte scorsa, nei tanti pullman che oggi si vedono parcheggiati in ogni zona della capitale. Sempre per la notte, alcune famiglie romane hanno aperto le porte di casa per altre, provenienti da varie città d’Italia e giunte nella capitale. Sui volti, le occhiaie di chi ha dormito poco, ma anche la gioia di essere a Roma, per un motivo importante. Allegria e pranzo al sacco, dunque: il popolo del Circo Massimo non è contrappositivo, ma assertivo. Vuole dire il suo “sì” alla famiglia, no a un ddl Cirinnà che, assimilando le unioni omosessuali al matrimonio anche per quanto riguarda l’adozione, rischia – secondo i partecipanti al “Family Day” – di avere gravi ricadute sociali sul futuro del Paese.

Sul palco, oltre al presidente del comitato promotore “Difendiamo i nostri figli”, Massimo Gandolfini, e alle testimonianze delle famiglie, anche Jennifer Lahl, attivista americana da sempre impegnata nel denunciare lo sfruttamento del corpo della donna legato alla pratica dell’utero in affitto. La maternità surrogata, che rischia di essere legalizzata anche in Italia, infatti, secondo i dimostranti, avrà le porte aperte con la “stepchild adoption”, l’adozione del figlio del partner prevista dal ddl Cirinnà. “Non manifestiamo ‘contro’ qualcuno, ma ‘per’ ribadire che i bambini hanno bisogno di una mamma e di un papà”, spiegano i dimostranti. Tra loro ci sono anche i membri di “Agapo”, l’associazione genitori e amici di persone omosessuali. In tanti dicono: “Siamo qui a rappresentare anche i tantissimi cittadini che a Roma, oggi, non sono potuti venire”:

“Vedendo questo gran numero di genitori che sono per difendere i bambini e farsi carico della loro educazione, penso ai milioni di genitori che accompagnano a scuola ogni giorno il loro bambino e che certamente avrebbero desiderato essere qua insieme a noi. Ritengo che il mio compito, oggi, dopo la fortuna di esserci venuto, sia anche quella di rappresentarli tutti”.

Ma ascoltiamo le voci dei manifestanti raccolte da Veronica Di Benedetto Montaccini:

“Questa piazza è una bellissima scoperta di un popolo, che si pensava morto e invece è ancora vivo!”.

“Meravigliosa! È bellissima! Si sta riempiendo sempre di più, di famiglie vere, bambini, mamme, passeggini, carrozzine… È veramente bella, è gioiosa e accogliente”.

“È simbolica, perché rappresentiamo una grandissima parte di tutta l'Italia che la pensa come noi”.

“C’è la gente che si rimbocca le maniche, che ha i figli, che è preoccupata dei problemi economici, non semplicemente per quanto riguarda la propria vita ma anche per chi dovrà vivere nel futuro. E quindi secondo me è il vero Paese”.

“Siamo qui, come dice il manifesto, in difesa della famiglia, dei bambini, del diritto dei bambini ad avere una mamma e un papà”.

“È quasi sbagliato attribuire dei valori alla famiglia. È dalla famiglia che nascono i valori, e cercare quindi di sostenerla e non di distruggerla è l’unico modo perché i valori tengano”.

“Noi siamo aperti al dialogo, cerchiamo il dialogo, vogliamo il dialogo. Parte da questa piazza, ma è già partito il 20 giugno. È sempre stato così, sempre! Non c’è mai stata contrapposizione. Chi lavora su questo è in malafede”.

“Veniamo da Catania e il vero motivo per cui siamo qui è perché difendiamo la famiglia e i nostri figli”.

“Ce l’ha chiesto prima di tutto la nostra coscienza. Secondo, ce l’hanno chiesto i nostri figli”.

“Veniamo da Milano e siamo qui perché siamo contro il Ddl Cirinnà che distorce la vera idea di matrimonio, di amore tra uomo e donna, e la sostituisce con qualcosa che è solo egoismo”.

“Io sono una nonna e difendo la famiglia con tutto il cuore”.

“Noi veniamo da Torino e siamo qui perché crediamo nella famiglia per come è”.

"Non posso non pensare ai figli, perché sono la parte più fragile, i veri deboli in questa storia".

“I bambini non sono un oggetto. Bisogna sempre tenere a mente il diritto del bambino e non il diritto al bambino”.

“Un bambino non può essere oggetto di compravendita. Un bambino è un diritto, un dono, non una merce che si può acquistare al supermercato"