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Unioni civili, Renzi: accordo raggiunto nella maggioranza

Il premier Renzi - AP

Il premier Renzi - AP

Nella maggioranza è stato raggiunto l’accordo sull’emendamento del governo alle unioni civili.   Lo ha scritto in un tweet il premier Matteo Renzi aggiungendo che si tratta di un fatto storico per l’Italia. Il testo dovrebbe arrivare in serata in Senato, dopo il voto di fiducia sul milleproroghe. Successivamente, forse domani, il governo chiederà la fiducia sulla legge. Il senatore di Area popolare Maurizio SacconiI ha dichiarato, intanto, che "non voterà' la  fiducia per ragioni di metodo e ancor piu' di sostanzal servizio di Amedeo Lomonaco:

 Il testo su cui è stato raggiunto l’accordo prevede lo stralcio della stepchild adoption e la rimozione dell’obbligo di fedeltà per evitare l’equiparazione tra unione civile e matrimonio. Ci sarà inoltre qualche aggiustamento rispetto alla legge Cirinnà sugli obblighi patrimoniali delle coppie di fatto e sulle modalità e i tempi della separazione Resta l'obbligo del mantenimento in caso di cessazione dell'unione.  Prevista la separazione 'lampo’. Ma il dato più significativo è la clausola, che riguarda le richieste di adozione da parte di coppie omosessuali, nella quale viene aggiunta la dicitura “fatta salva la legge sulle adozioni”. Insomma, l’ultima parola spetterebbe ai giudici. Per il ministro dell’Interno Angelino Alfano, leader del Nuovo Centro Destra, si è “arginato il rischio delle adozioni” e si è garantita “la separazione tra unioni civili e matrimonio”. Si registrano anche forti proteste. Vicino al Senato si è tenuta una manifestazione di gruppi Lgbt: per i sostenitori del ddl si tratta un compromesso al ribasso. L'ex segretario del Pd Pierluigi Bersani critica infine particolare la scelta di abbandonare il percorso parlamentare e di affidarsi a un maxiemendamento concordato con il Nuovo centrodestra da votare con la fiducia.

Ancora forte il dibattito sulle unioni civili al governo. Punti focali della discussione lo stralcio della stepchild adoption, e la non equiparazione delle unioni civili al matrimonio, su cui c’è forte opposizione tra le parti. Ascoltiamo al microfono di Marina Tomarro i capigruppo alla Camera Ettore Rosato del Partito Democratico e Maurizio Lupi, di Area Popolare.

   

(Rosato)

R – Intanto faremo una legge, una legge buona, in un Paese che non deve mettere la testa sotto la sabbia. Il riconoscimento di scelte di vita da parte di milioni di cittadini, che decidono di avere una condizione di convivenza, che non sono quelle del matrimonio tradizionale, va  regolamentato nei diritti e nei doveri. Io credo che abbiamo fatto e stiamo facendo una cosa giusta.

D – Onorevole Lupi, lo stralcio della stepchild adoption porterà ad una soluzione?

R – Il fatto che si stia arrivando ad un emendamento che preveda il totale chiaro e netto non solo della stepchild adoption ma in maniera molto chiara ed evidente della non possibilità di adozione da parte delle unioni civili, ci sembra che sia un buon passo in avanti. E’ evidente che questa sia una legge imperfetta, una legge che in tante parti non ci piace. Ma forse, poi, il compito della politica è anche quello di fare una buona legge oppure di fare una legge imperfetta che limiti il più possibile i danni. Mi sembra che si stia andando verso questa direzione. Quindi se l’emendamento confermerà queste nostre richieste, compreso il non richiamo ad esempio alla fedeltà coniugale che è tipica del matrimonio e non di un unione civile, credo che noi dovremo votare questa legge.