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Elezioni in Iran. Vittoria vicina per riformisti e moderati

Mohammad Reza Aref, a capo della lista "Speranza", alla fine della campagna elettorale  - EPA

Mohammad Reza Aref, a capo della lista "Speranza", alla fine della campagna elettorale - EPA

Sembrano aver premiato riformisti e moderati le elezioni legislative di venerdì scorso in Iran, i cui risultati definitivi si sapranno solo tra domani e martedì. Certi, invece, i dati dell’affluenza: il 60% dei 55 milioni di iraniani aventi diritto. Il servizio di Roberta Barbi:

A pesare sul risultato sono stati certamente l’accordo sul nucleare raggiunto nel luglio dello scorso anno e la fine delle sanzioni. Con il 90% delle schede scrutinate, alle legislative in Iran – le prime dopo la storica intesa - sembra stia trionfando la “Speranza”: così si chiama, infatti, la lista di moderati e riformisti guidata da Mohammad Reza Aref, che appoggia la presidenza di Hassan Rohani. Secondo gli ultimi dati, la lista avrebbe già conquistato tutti e 30 i seggi parlamentari di Teheran (fino a ieri almeno uno pareva andasse ai fondamentalisti) e vola verso i 96 totali su 290, superando i fondamentalisti fermi a 91. Buona affermazione degli indipendentisti con 25 seggi, mentre per l’assegnazione degli altri 52 bisognerà aspettare il ballottaggio, che si svolgerà a fine aprile in almeno 21 circoscrizioni. I 33 milioni di iraniani che si sono recati alle urne hanno votato anche per il rinnovo dell’Assemblea degli Esperti, l’organismo formato da 88 religiosi che in futuro dovrà nominare la nuova Guida Suprema del Paese, carica attualmente occupata da Ali Khamenei, che ha 76 anni. Anche qui, i rappresentanti ultraconservatori sarebbero stati estromessi.