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Claudia Koll: la mia conversione alla scuola di Santa Faustina

Claudia Koll legge Santa Faustina Kowalska, apostola della Divina Misericordia

Claudia Koll legge Santa Faustina Kowalska, apostola della Divina Misericordia

Tornano da oggi per tre lunedì consecutivi, nella Chiesa di Santa Maria della Vittoria a Roma, i "Ritratti di Santi" affidati alla voce di attori professionisti. Le figure scelte quest’anno sono legate al Giubileo straordinario indetto da Papa Francesco. Stasera si inizia con la vita di Santa Faustina Kowalska, apostola della Divina Misericordia, letta dall’attrice Claudia Koll. Paolo Ondarza l’ha intervistata:

R. – Io ho iniziato a partecipare alla rassegna “Ritratti di Santi” leggendo la vita di San Giovanni Paolo II, quando ancora non era canonizzato. Con la lettura di Santa Faustina è come se, in qualche modo, si incontrassero due Santi che sono più o meno sulla stessa lunghezza d’onda. “Il più grande attributo di Dio”, dice Santa Faustina nel suo Diario, è “quello della misericordia”: è il grande messaggio della Divina Misericordia che il Signore ha voluto consegnare attraverso questa suora polacca tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, quando l’umanità stava soffrendo particolarmente. E San Giovanni Paolo II ha accolto questo grande messaggio, non solo scrivendo la “Dives in Misericordia”, ma anche canonizzando la suora e istituendo la Festa della Divina Misericordia.

D. – Una Santa che è attuale anche per i nostri tempi?

R. – Certo, perché l’uomo di oggi è smarrito, ha perduto la relazione con Dio e quindi è nella disperazione. Il compito della Chiesa, come diceva San Giovanni Paolo II, è quello di innalzare il grido al Signore per impetrare la misericordia, non solo per sé stessi, ma per il mondo intero. Così è la preghiera che Gesù ha consegnato a Santa Faustina.

D. – C’è una prossimità particolare che la lega a Faustina Kowalska…

R. – Sì, è profondamente legata a me. Io sono ritornata al Signore nell’anno 2000, l’Anno del Giubileo, quindi sono una figlia del Giubileo del 2000. E questo mio ritorno è stato anche un ritorno sofferto, attraversato da diverse contraddizioni. Perché ritornare a Dio non è sempre semplice, non è una magia: richiede la collaborazione dell’uomo, un camminare cercando la verità. In questo mio percorso ho avuto uno scontro frontale con il Maligno. Ricordo che un giorno nella mia stanza mi sentivo tentata dal Maligno, pregai il Padre Nostro stringendo fra le mani un crocifisso che mi aveva regalato pochi giorni prima un amico. Da quel momento, ho scoperto la potenza, non solo della preghiera, per arrivare al cuore di Dio, ma di questa particolare preghiera: cioè rivolgersi al Padre con l’intercessione dei meriti della Passione e morte di Cristo, perché quel giorno stringevo tra le mani il Crocifisso. Quindi, di conseguenza, quando ho incontrato il messaggio della Divina Misericordia, così come viene presentato da Santa Faustina Kowalska nel suo Diario, mi sono riconosciuta e ho visto che alcuni passaggi della mia conversione erano come messi a fuoco nel Diario. Allora, nella mia piccola esperienza, dopo essere stata toccata dall’amore di Dio, ho sentito il bisogno di restituire questo amore alle persone che il Signore mi metteva davanti attraverso un’Associazione che si chiama “Le opere del Padre”, dedicate a Dio Padre, che hanno questa spiritualità della Divina Misericordia. Nel Diario di Santa Faustina, Gesù le dice: “Se si medita la Passione di Cristo con il cuore, si ottengono molte grazie”. E io dico che la grazia principale per me è già quella di meditare da tanti anni la Passione e di non essere mai stanchi di meditarla. Il Signore opera sempre liberando l’uomo dal buio.

D. – Oggi, dopo quell’incontro del 2000, come Santa Faustina Kowalska continua ad accompagnarla nella sua vita di artista, di attrice?

R. – Ho sentito il bisogno per questo Giubileo di produrre un Cd (“Pace a voi” pubblicato dalle edizioni San Paolo; ndr). Faustina dice che si commuove quando vengono cantati in Quaresima i Quaresimali, questi canti paraliturgici dove si medita la Passione di Cristo. Allora ho detto: “Io voglio andare ad ascoltare questi canti”, canti che sono ancora cantati nella liturgia polacca. Così ho pensato a un Cd da mettere in macchina quando si viaggia oppure la sera quando si rientra a casa o quando si ha un momento di tranquillità, per poterlo ascoltare ed immergersi con lo spirito nella preghiera: una preghiera che però ci avvicini al Signore con il cuore, non una preghiera con le labbra.

D. – E con il cuore avverrà la lettura della vita di Santa Faustina questa sera a Santa Maria della Vittoria, una lettura particolarmente sentita da lei dunque…

R. – Sì e come sempre, ogni volta che ho partecipato a queste letture c’è sempre stato un pubblico attento, che si è lasciato coinvolgere.