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Esercizi spirituali: Dio è gioia, ma noi lo facciamo morire di noia nelle chiese

Il Papa in preghiera nella Casa di Ariccia - EPA

Il Papa in preghiera nella Casa di Ariccia - EPA

Sono iniziati ieri pomeriggio, nella Casa del Divin Maestro di Ariccia, gli Esercizi spirituali di Quaresima per il Papa e la Curia Romana. A guidare le meditazioni è il sacerdote friulano Ermes Ronchi, dell’Ordine dei Servi di Maria. Gli esercizi - che si concluderanno venerdì prossimo - sono stati aperti dall’adorazione eucaristica.

Le domande di Gesù sono l'altro nome della conversione
“Le nude domande del Vangelo” è il tema delle meditazioni. La prima domanda affrontata dal religioso è tratta da un brano del Vangelo di Giovanni: «Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: Che cosa cercate?». "La proposta per questi giorni insieme - ha detto il padre servita - è di fermarci in ascolto di un Dio di domande: non più interrogare il Signore, ma lasciarci interrogare da Lui. E invece di correre subito a cercare la risposta, fermarci per vivere bene le domande, le nude domande del Vangelo. Amare le domande, esse sono già rivelazione". "Le domande sono (...) l’altro nome della conversione".

Le domande coinvolgono e lasciano liberi
"Gesù - ha detto padre Ronchi - educa alla fede attraverso domande, ancor più che attraverso parole assertive". I quattro vangeli - ha proseguito - riportano oltre 220 domande del Signore: “La domanda è la comunicazione non violenta, che non mette a tacere l’altro ma rilancia il dialogo, lo coinvolge e al tempo stesso lo lascia libero. Gesù stesso è una domanda. La sua vita e la sua morte ci interpellano sul senso ultimo delle cose, ci interrogano su ciò che fa felice la vita. E la risposta è ancora Lui”.

La passione per Dio nasce dallo scoprire la bellezza di Cristo
Gesù – ha rilevato il religioso - chiede quale sia il mio desiderio più forte: “non chiede innanzitutto rinunce o sacrifici, non chiede di immolarsi sull’altare del dovere o dello sforzo, chiede prima di tutto di rientrare nel cuore, di comprenderlo, di conoscere” che cosa desidero di più, cosa mi fa felice. Cercare la felicità è cercare Dio e “la passione per Dio – spiega padre Ermes - nasce dall’aver scoperto la bellezza di Cristo. Dio mi attira non perché onnipotente, non mi seduce perché eterno o perfetto” ma “mi seduce con il volto e la storia di Cristo, l’uomo dalla vita buona bella e beata, libero come nessuno, amore come nessuno mai. Lui è la bella notizia che dice: è possibile vivere meglio, per tutti. E il Vangelo ne possiede la chiave”.

Il nome di Dio è gioia, libertà, pienezza
La fede è cercare “un Dio sensibile al cuore, uno che fa felice il cuore, il cui nome è gioia, libertà e pienezza. Dio è bello. Sta a noi annunciare un Dio bello, desiderabile, interessante”. Forse – ha aggiunto - “abbiamo impoverito il volto di Dio, talvolta l’abbiamo ridotto in miseria, relegato a rovistare nel passato e nel peccato dell’uomo. Forse un Dio che si venera e si adora, ma non quello coinvolto e coinvolgente, che ride e gioca con i suoi figli”.

Dio può morire di noia nelle nostre chiese, restituiamogli il suo volto solare
“Ogni uomo – ha concluso padre Ermes Ronchi - cerca un Dio coinvolgente. Dio può morire di noia nelle nostre chiese. Restituiamogli il suo volto solare, un Dio da gustare e da godere, desiderabile. Sarà come bere alle sorgenti della luce, agli orli dell’infinito. Che cosa cercate? Per chi camminate? Cerco un Dio desiderabile, cammino per uno che fa felice il cuore”. (A cura di Sergio Centofanti)