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Mostra dell'Azione Cattolica sui testimoni della Misericordia

Pier Giorgio Frassati, uno dei testimoni della misericordia presentati alla mostra dell'Azione Cattolica - RV

Pier Giorgio Frassati, uno dei testimoni della misericordia presentati alla mostra dell'Azione Cattolica - RV

Inaugurata a Roma, presso il Centro San Lorenzo, la mostra “La buona strada. Testimoni della misericordia del Padre”, promossa da Azione Cattolica Italiana, Caritas italiana, Forum Internazionale di Azione Cattolica (Fiac) e Fondazione “Azione Cattolica Scuola di santità” Pio XI, con il patrocinio del Comitato per il Giubileo straordinario della Misericordia. Sono intervenuti mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, e Matteo Truffelli, Presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana. L'evento si collega idealmente alla prossima Giornata Mondiale della Gioventù di Cracovia, come spiega Truffelli al microfono di Antonella Palermo:

R. – L’obiettivo in qualche modo è duplice: tenere collegato questo evento, la Giornata Mondiale della Gioventù di Cracovia, con il percorso dei pellegrini che giungono a Roma in questo Anno Santo Straordinario. La mostra è dedicata a dei testimoni di misericordia, a partire da molti giovani, che sono cresciuti, maturati e hanno vissuto la loro santità dentro l’associazione - l’Azione Cattolica italiana - e nel mondo.

D. – Ci aiuti a fare un po’ una carrellata tra i testimoni che presentate…

R. – Sì, l’idea è quella di presentarli ai pellegrini che giungono a Roma, dare loro un luogo, uno spazio e un tempo in cui fermarsi per conoscere le figure di 53 testimoni di santità, particolarmente legati al tema della misericordia. Sono tutte persone esemplari, che sono cresciute o che comunque hanno camminato accanto all’Azione Cattolica: laici ed assistenti, donne e uomini, giovani e adulti di dodici Paesi del mondo; per ciascuno c’è una breve presentazione del profilo di vita e di quello di santità, perché si tratta – possiamo dire – di una santità nella quotidianità.

D. – Ci sono delle figure che la colpiscono di più?

R. – In questa mostra sicuramente non posso non citare, per quanto sia molto noto, Pier Giorgio Frassati, che apre questa mostra e questo percorso di santità, e lo fa volutamente proprio in collegamento con la Gmg di Cracovia. Sappiamo che Papa Francesco, quando è stato a Torino, ha indicato proprio Frassati come esempio, figura esemplare per i giovani che si recheranno a Cracovia. Ma un’altra figura alla quale siamo particolarmente legati come Azione Cattolica, e che forse meriterebbe di essere più conosciuta è quella di Antonietta Meo, che è un piccolo esempio di Santità e che ha dedicato la sua, purtroppo, breve vita, a un incontro intenso con Gesù, vissuto nella quotidianità del dolore…

D. – La chiamavano Nennolina...

R. – Sì, esatto, ma noi ci stiamo abituando a chiamarla sempre meno Nennolina, perché Antonietta non aveva piacere ad essere chiamata in questo modo. Però le figure sono tante: ci sono i martiri della persecuzione in Messico, figure straordinarie come il card. Pironio, che ha fatto tanto per la santità laicale. È una mostra da conoscere – direi – passo per passo.

D. – Una mostra composta da venticinque pannelli, in tre lingue: italiano, inglese e spagnolo. Che punto si può fare, quasi a metà del Giubileo, dal suo punto di vista?

R. – Questa è stata una straordinaria occasione che Papa Francesco ci ha dato, per fare quasi un percorso di pellegrinaggio dell’anima, per guardare dentro di noi e misurarci con il tema della misericordia e per aver modo di capire che veramente quello è il cuore del Vangelo. È un Anno che ci sta aiutando veramente tanto a metterci in pellegrinaggio non solo fisicamente, perché è un pellegrinaggio che poi è destinato a durare per tutta la vita, per percorrere questa strada della misericordia. E quindi, da questo punto di vista credo che sia veramente un grande dono quello che Papa Francesco ci ha fatto.