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Medio Oriente: tensione diplomatica tra Francia e Israele

Il ministro degli Esteri francese Ayrault e il premier israeliano Netanyahu - AP

Il ministro degli Esteri francese Ayrault e il premier israeliano Netanyahu - AP

Rimangono tesi i rapporti tra Israele e Francia, dopo l’annuncio del governo di Parigi di voler convocare una conferenza di pace per il Medio Oriente, senza invitare palestinesi e israeliani. Ieri si sono incontrati a Gerusalemme il ministro degli Esteri francese Ayrault e il premier israeliano Netanyahu per trovare una mediazione. Netanyahu contesta la mancanza d’imparzialità del governo francese al tavole delle trattative. Il servizio di Daniele Gargagliano:

“L’iniziativa diplomatica francese proseguirà perché in assenza di azioni la regione rischia di cadere nelle mani dell’Is”. Queste le parole del ministro degli Esteri francese, Jean-Marc Ayrault, a conclusione dell’incontro avvenuto ieri a Gerusalemme con il primo ministro israeliano Benyamin Netanahyu, per rilanciare l’iniziativa di una conferenza di pace per il Medio Oriente. Al meeting di Parigi, in programma il 30 maggio, parteciperanno i rappresentanti di 20 Paesi, compresi Egitto, Arabia Aaudita e Giordania. Escluse, invece, le due parti in campo: israeliani e palestinesi. Le autorità di Gerusalemme lamentano, quindi, il mancato invito alla conferenza ma soprattutto contestano la presunta imparzialità della Francia: colpevole di avere votato a favore di una mozione approvata lo scorso aprile dall’Unesco, nella quale si condannava Israele per le restrizioni imposte ai luoghi di culto nella Città Vecchia. E per aver indicato il Monte del Tempio, simbolo dell’ebraismo, usando solo i riferimenti sacri all’islam. Da parte loro i palestinesi hanno accolto positivamente l’iniziativa francese nel convocare una conferenza per la pace e secondo un portavoce di Ramallah si va "verso la giusta direzione".