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Azione cattolica: col Papa un minuto di preghiera per la pace

Preghiera per la pace in Vaticano: il Papa, Shimon Peres e Abu Mazen - ANSA

Preghiera per la pace in Vaticano: il Papa, Shimon Peres e Abu Mazen - ANSA

Dalle isole Tonga, a Betlemme, da Bujumbura a Roma: l’invito è a fermarsi un minuto per pregare per la pace. A promuovere la seconda edizione dell’odierna iniziativa,  sono il Forum internazionale di Azione Cattolica, Azione Cattolica Italia,  Azione Cattolica argentina e la Commissione nazionale Giustizia e pace della Conferenza episcopale argentina, nel secondo anniversario dell’incontro in Vaticano tra Papa Francesco, Shimon Peres e Abu Mazen. Un modo per ricordare che ciascuno di noi può essere strumento di pace, spiega Teresa Borrelli, responsabile di Azione Cattolica ragazzi al microfono di Francesca Sabatinelli:

R. – Quest’anno, in maniera particolare, vogliamo che questo “Minuto per la pace” ci aiuti a pregare innanzi tutto per le vittime dei conflitti. La scelta di dedicare un minuto del nostro tempo alla preghiera concreta per la pace è un’attenzione che da sempre caratterizza l’esperienza dell’Associazione, che ogni volta prova a trovare, rispetto al contesto e al momento storico che viviamo, un’attenzione precisa. Quest’anno, questo “Minuto per la pace” vuole essere in ricordo delle vittime dei conflitti, in particolare il pensiero va ai rifugiati e a coloro che richiedono asilo, a coloro che arrivano e bussano alle porte dei nostri Paesi, ma anche a quanti muoiono attraversando il mare.

D. – Oggi, è richiesto alle persone di fermarsi, ovunque siano, qualsiasi cosa stiano facendo, per pregare un minuto secondo la propria tradizione religiosa. Un gesto semplicissimo per un intento così difficile…

R. – Certo, un gesto semplicissimo. Dedicare un minuto del nostro tempo alla preghiera per la pace è una proposta semplice, ma sappiamo anche quanto intensamente può essere davvero vissuto in tutto il mondo questo minuto. Quindi, crediamo davvero che la forza della preghiera mirata a chiedere, a invocare il dono della pace – che è un dono dello Spirito, un dono da accogliere – possa essere significativo. Quindi, anche nella semplicità e nella brevità della preghiera vogliamo davvero sottolineare quanto sia importante per noi fermarci un attimo e ricordare anche le vittime dei conflitti. Approfittando proprio del ricordo di questo secondo anniversario – lo abbiamo vissuto anche l’anno scorso – la scelta è quella di continuare incessantemente a pregare per la pace, anche con un gesto che potrebbe apparentemente sembrare semplice ma che è un gesto, quello di fermarsi a pregare per la pace, che in tantissimi appartenenti a religioni e vite diverse possono vivere in tutto il mondo.

D. – L’appello rimbalza dall’Argentina, al Medio Oriente, all’Africa, perché è coinvolta anche Bujumbura, la capitale del Burundi, fino a Piazza San Pietro, dove l’appuntamento sarà all’udienza generale domani...

R. – Sì, l’appuntamento è oggi a Roma all’udienza generale del mercoledì in Piazza San Pietro con un gruppo di giovani che simbolicamente rappresenteranno tutti i promotori. Poi, oltre all’udienza generale, ci sarà un ulteriore momento di preghiera alle 13 in punto nella Chiesa di Santo Spirito in Sassia, presieduto da mons. Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione e anche coordinatore del Giubileo della Misericordia. In quest’anno particolare di Giubileo straordinario della Misericordia, abbiamo scelto di vivere questo momento tutti insieme concretamente a Roma, in una chiesa, luogo simbolico che sicuramente ci vedrà riuniti in tanti proprio per ribadire il nostro impegno a favore della pace, un impegno che l’Azione Cattolica e altri organismi promotori provano a vivere nell’ordinarietà.