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Il dg di Atac: sciopero non in concomitanza con partita

Il dg di Atac Rettighieri - ANSA

Il dg di Atac Rettighieri - ANSA

Sta facendo discutere lo sciopero dei trasporti proclamato dall'Ugl a Roma questa sera, dalle ore 20.30. Alle 21, infatti, la prima partita dell'Italia agli Europei di calcio. Da più parti è stata fatta notare la concomitanza dei due eventi. Alessandro Guarasci ha sentito il dg di Atac Marco Rettighieri:

R. – No. Non penso che questo sia in concomitanza. Certo secca perché è uno sciopero che sinceramente poteva essere evitato.

D. - Ma lei è soddisfatto di come stanno andando le relazioni tra aziende e sindacati in questo Giubileo, perché il flusso di pellegrini è aumentato; sono anche aumentati i passaggi sulla metropolitana. Lei che atmosfera  respira?

R. - Sì è vero. Abbiamo riscontrato un incremento di pellegrini proprio nelle ultime settimane. Sono soddisfatto dell’incremento della bigliettazione, sono meno soddisfatto tutto sommato delle relazioni con i sindacati che potrebbero decisamente migliorare. Qualcuno, non certo dei sindacati ma in generale, non ha ben capito la situazione di Atac e degli sforzi enormi che stiamo facendo per ritirarla su.

D. - Lei è disposto a fare un accordo con i sindacati “maggiore produttività maggiore salario”? D’altronde si va anche su questa linea a livello nazionale …

R. - Assolutamente sì, anche se prima Atac deve essere risanata. Quindi questo è un discorso che si può fare non certo nell’oggi, ma nell’immediato futuro, questo sì.

D. - Pensiamo alle manutenzioni che sono state tutte internalizzate. Le manutenzioni che si stanno facendo adesso non potevano essere spostate in un periodo un po’ meno critico dell’anno?

R. - La manutenzione è un’azione che si deve fare quando serve. Non si può dire: “La rimando di sei mesi, la rimando di un anno”. Noi in questo periodo stiamo mettendo molto mano al metroferro, perché è quello che poi porta più passeggeri in senso assoluto, ma lo dobbiamo fare adesso, perché adesso diventano problematici alcuni aspetti per la circolazione dei treni.

D. - Tra una settimana esatta ci sarà il nuovo sindaco: qual è secondo lei la prima cosa che deve fare in Atac?

R. - Valorizzare ancora di più le maestranze, perché ci sono delle professionalità eccezionali che ci consentono di far viaggiare sia i mezzi di superfice sia i treni sia le metropolitane e quindi dare più fiducia a questa società che tanto ancora può dare. Prima di pensare ai privati bisogna riportare, come dico sempre ai miei collaboratori, in linea di galleggiamento Atac; dopo di che si potrà pensare se farla rimanere pubblica o darla ai privati. Però, prima bisogna risanare Atac.

D. - Quanto manca secondo lei?

R. - Due anni per andare in pareggio e tre anni per andare in attivo

D. - Per il pareggio e per l’attivo sappiamo che è fondamentale il contrasto all’evasione che a Roma, sappiamo tutti, è stellare. Da oggi che cosa parte?

R. - Complessivamente si può parlare di un 18 percento di evasione. Stiamo già intervenendo pesantemente nella lotta all’evasione che non è la sola leva però: ci deve essere necessariamente un aumento della produttività per ora fine a sé stesso, mentre nel futuro potrà essere legato anche ad aumenti salariali. Noi stiamo cercando di immettere nuove risorse nel mercato dei verificatori, cioè di quelli che controllano i biglietti sui mezzi. È partita una campagna di informazione al pubblico su dieci linee, per il momento, dove ci saranno maggiori controlli, che poi estenderemo. Tra le altre cose, sono stati coinvolti tutti i dirigenti della società che dovranno fare anche loro i verificatori per rendersi conto di quello che è il lavoro dei colleghi che ultimamente sono esposti a ritorsioni da parte di alcune persone, che molto spesso vengono identificate dalle forze dell’ordine e che producono danni alle nostre persone, ai nostri colleghi.

D. - Per chiudere, e un’azione semplicissima come quella di far utilizzare il biglietto ance per uscire dalla metropolitana; questo avviene a Londra, a Parigi ma non a Roma…

R. - Qui c’è un problema legato alla sicurezza che pochi prendono in considerazione. Nell’ipotesi di problemi nel sotterraneo, gli enti preposti ai controlli di questo tipo sulla sicurezza ci dicono che i tornelli devono essere sempre aperti, perché in caso si evento nefasto, e speriamo che non avvenga mai ovviamente, i tornelli devono consentire il rapido deflusso delle persone. Ci potrebbero essere dei pulsanti di sblocco. In Belgio negli ultimi attacchi terroristici, purtroppo si è visto che il personale che doveva schiacciare questo pulsante in realtà era stato già inibito, cioè era già privo di sensi, perciò i tornelli non sono stati sbloccati. Quindi faremo qualcosa anche per le uscite, soprattutto a livello di telecamere e di controlli fisici, però più di questo per ora non si potrà fare.