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Lombardi: un grande successo il viaggio del Papa in Armenia

Cerimonia di congedo dall'Armenia: il Papa tra Karekin II e il presidente armeno - AFP

Cerimonia di congedo dall'Armenia: il Papa tra Karekin II e il presidente armeno - AFP

A conclusione del viaggio del Papa in Armenia ascoltiamo il commento del direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi, al microfono di Sergio Centofanti:

R. – Questo viaggio ha avuto tre aspetti fondamentali che veramente sono stati tutti coronati da grande successo, se così si può dire: l’incontro del Papa con il popolo armeno che ha apprezzato moltissimo la vicinanza del Papa, la comprensione della sua storia e della sua tradizione cristiana. Alcuni momenti fondamentali – l’incontro al Palazzo presidenziale e poi soprattutto la grande preghiera ecumenica nella piazza di Yerevan, che è stata veramente una cosa assolutamente eccezionale, perché una manifestazione religiosa, di preghiera in un luogo pubblico con tutti i rappresentanti anche della Nazione, credo che non si fosse mai vista. Poi, l’aspetto ecumenico e quindi l’accoglienza del Catholicos della Chiesa apostolica armena che è stata meravigliosa. Il Papa ha abitato nella casa del Catholicos per tre giorni e quindi veramente è stato un momento di incontro molto profondo e sincero. E ci sono stati anche momenti specifici di preghiera comune, sia alla visita alla Cattedrale di San Gregorio l’Illuminatore proprio all’arrivo, sia poi la grande Divina Liturgia di questa mattina, in cui abbiamo visto tutto lo splendore di questa liturgia orientale, la sua spiritualità profonda, il suo profondo senso dell’adorazione del mistero eucaristico e quindi un vero gusto spirituale per coloro che erano in grado di entrare nel significato dei canti, delle parole e dei riti. E poi, oggi, c’è stata anche a conclusione questa Dichiarazione congiunta che ha sigillato con un documento questi tre giorni. Anche i toni dei discorsi, in particolare da parte del Papa, sono stati di grandissimo incoraggiamento all’ecumenismo, al dialogo e all’unione di intenti e a procedere anche verso l’unità eucaristica. Quindi, direi che è un passo importante nel cammino ecumenico con questa Chiesa orientale molto significativa, perché praticamente si identifica con la Nazione armena. E poi anche l’incoraggiamento per i cattolici armeni che sono una comunità di minoranza, una comunità relativamente piccola ma molto molto viva e ben inserita nella vita del Paese, e che hanno sentito la presenza del Pastore universale e quindi hanno potuto anche raggiungere la loro visibilità con la Messa in piazza a Gyumri: hanno potuto mostrare al Papa la loro attività di carità, l’orfanotrofio e altre attività di carità … Quindi, una grande festa, veramente, anche per i cattolici armeni sia per quelli che sono presenti nella patria storica dell’Armenia sia per quelli che sono nella diaspora, che si sentono molto legati all’origine della Patria. Tanti armeni erano venuti dalle varie parti del mondo per questa occasione sia della Chiesa apostolica sia anche della Chiesa cattolica; c’erano tutti i vescovi armeni cattolici, per esempio, a concelebrare con il Papa. Io direi che tutti questi aspetti sono stati raggiunti pienamente e anche possiamo dire che la presenza del Papa qui, come sempre, ha voluto essere un messaggio di pace per la regione, sperando che questo venga capito e venga apprezzato.

D. – In questo senso, il fatto che il Papa abbia usato la parola “genocidio” ha causato delle reazioni: si è parlato di “mentalità da crociati” da parte turca …

R. – Quello che importa è la verità delle intenzioni del Papa, che certamente non aveva intenzione di fare nessuna guerra di religione ma semplicemente di mettere le premesse su una base di riconoscimento delle sofferenze del passato perché invece in futuro queste sofferenze o mancanze di rispetto per la vita e per i diritti degli altri non avvengano mai più. Questa è l’intenzione del Papa e stiamo a questa sua intenzione.