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Chiara d'Assisi, povera per scelta, innamorata del Vangelo

Santa Chiara d'Assisi - RV

Santa Chiara d'Assisi - RV

La Chiesa oggi ricorda Santa Chiara di Assisi, vergine e fondatrice delle Clarisse: appena diciottenne, nella disapprovazione della famiglia paterna, seguì Francesco abbandonando ogni ricchezza e dedicandosi totalmente alla preghiera. Per aver contemplato sulle pareti della sua cella in una  notte di Natale  i riti che si svolgevano nella Porziuncola è stata dichiarata da Pio XII protettrice della televisione. Paolo Ondarza:

Domenica delle Palme 1211. Il silenzio della notte nella campagna di Assisi è rotto dai passi veloci di Chiara, 18 anni. Sa di andare contro la ricca e amata famiglia, ma Dio ha messo in lei il desiderio di vera libertà: vuole essere povera. Quella fuga da ogni sicurezza è l’epilogo di un percorso iniziato sette anni prima quando è spettatrice di un fatto sconvolgente: un giovane ricco, si spoglia dei vestiti, li restituisce al padre e abbraccia Madonna Povertà. E’ Francesco. C’è lui quella notte ad attenderla alla Porziuncola: le taglia i capelli, le fa indossare un saio di lana grezza e le trova riparo in un monastero benedettino.

La luce di Chiara attira altre donne, tra cui la madre e le sorelle: presto saranno una cinquantina. Francesco le chiama “Povere dame” e dispone per loro il piccolo monastero di San Damiano dove ricevette l’invito “Va e ripara la mia casa”. Tra il poverello e Chiara c’è piena comunione, lei si definisce la “sua pianticella” e accompagna la missione dei frati nel mondo con le preghiera incessante insieme alle consorelle. Forte e determinata è la prima donna a scrivere una Regola e ad ottenere l’approvazione papale di questo ardente desiderio: “osservare il Vangelo”.  

La malattia segna i suoi ultimi 30 anni, ma mai recide il contatto gioioso con il Signore nella preghiera: "Niente è tanto grande – scrive – quanto il cuore dell’uomo, lì nell’intimo abita Dio”. Instancabile adoratrice dell’Eucaristia provoca la fuga dei saraceni da Assisi. Muore l’11 agosto 1253 sul nudo pavimento di San Damiano. Sulle labbra l’ultimo rendimento di grazie: “Tu Signore, che mi hai creata, sii benedetto”. Ai funerali partecipa una quantità di popolo mai vista e solo due anni dopo è proclamata santa.