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Papa: in Europa urge rinnovare il legame con le radici cristiane

Papa Francesco parla all'Europarlamento di Strasburgo - AFP

Papa Francesco parla all'Europarlamento di Strasburgo - AFP

Rievangelizzare i cristiani che hanno smarrito il legame con la propria fede. È l’obiettivo del 14.mo Simposio Intercristiano in corso da ieri e fino a domani a Salonicco, in Grecia. Ai partecipanti Papa Francesco ha inviato un Messaggio attraverso il cardinale Kurt Koch, capo del dicastero Vaticano per l’unità dei cristiani. Il servizio di Alessandro De Carolis:

Battezzati che vivono come se Dio non esistesse. Una realtà diffusissima nel Vecchio continente. Persone, scrive Francesco nel suo Messaggio, che “non sono coscienti del dono della fede ricevuto, non ne sperimentano la consolazione e non sono pienamente partecipi della vita della comunità cristiana”. È nei loro riguardi che si rende necessario “il bisogno di una rievangelizzazione delle comunità cristiane in Europa”, come recita il titolo del XIV Simposio Intercristiano, cui il Papa si rivolge, definendo benemerita “l’iniziativa” promossa dall’Istituto Francescano di Spiritualità della Pontificia Università Antonianum e dal Dipartimento di Teologia della Facoltà Teologica Ortodossa dell’Università Aristoteles di Salonicco.

Un incontro che favorisce, sottolinea, “il confronto teologico e culturale tra cattolici ed ortodossi” con l’obiettivo di affrontare, osserva, la “sfida” di rinnovare quei legami con le “radici cristiane” che “sempre meno” sono percepite e per i quali è dunque “chiaramente” necessaria, scrive il Papa, “una nuova opera di evangelizzazione”. Auspico che il Simposio, con l’aiuto delle riflessioni e dello “scambio tra studiosi cattolici e ortodossi”, possa contribuire – conclude Francesco – a “individuare strade nuove, metodi creativi e un linguaggio adatto per far giungere l’annuncio di Gesù Cristo, in tutta la sua bellezza, all’uomo europeo contemporaneo”.

Anche il Patriarca ecumenico ortodosso, Bartolomeo I, in un analogo messaggio parla di ruolo “importante e nodale” dei cristiani in “un’epoca in cui – afferma – la collaborazione e l’unità diventano sempre più necessarie”. Il capo della Chiesa di Costantinopoli si concentra in particolare sulle ferite inferte all’Europa dai recenti attacchi terroristici. Essi, sostiene, “dimostrano l’assoluta necessità che il Continente venga rievangelizzato, perché il problema non consiste tanto nello sviluppo del terrorismo da parte di membri di una particolare religione, quanto nella estesa scristianizzazione dell’Europa che durante gli ultimi decenni segue un cammino di continuo allontanamento dai valori e delle tradizioni cristiane e sta adottando nuove teorie e costumi che si oppongono completamente alla legge di Dio”.

“L’amore per il dialogo, per la pacifica risoluzione dei contrasti e per la riconciliazione – conclude Bartolomeo I – unisce i cristiani e la consapevolezza che Cristo è la grande e unica speranza del mondo” costituisce inoltre “una dinamica che tutti dobbiamo adottare e vivere con le nostre opere e con le nostre parole”.