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Marcia Perugia-Assisi. Francesco: con la guerra si perde tutto

Striscione alla Marcia Perugia-Assisi - ANSA

Striscione alla Marcia Perugia-Assisi - ANSA

Contro l’indifferenza di fronte ai numerosi scenari di guerra che affliggono il mondo. È questo il filo conduttore della marcia Perugia-Assisi che si è tenuta oggi e a cui quest’anno hanno aderito quasi 500 enti locali, più di 100 scuole, tantissime associazioni e i ragazzi di Amatrice. Numerosi i messaggi inviati dalle autorità per l’occasione. Il Papa ha scritto: la guerra distrugge sempre e con essa si perde tutto. Dall’organizzatore, Flavio Lotti il monito: “oggi vogliamo reagire al silenzio di chi ci governa”. Cecilia Seppia:

 

Un fiume umano avanza sulla strada che collega Perugia ad Assisi con un unico grande messaggio da far risuonare: la pace, contro la rassegnazione e l’indifferenza che avvolgono le tragedie dei nostri giorni, dalle guerre alle migrazioni, dal terrorismo alle uccisioni barbare come quella toccata in sorte a Giulio Regeni, ucciso al Cairo per il quale la marcia invoca giustizia. Oltre 100 mila i partecipanti, e per la prima volta marciano anche gli studenti del liceo scientifico di Amatrice, devastata dal sisma del 24 agosto scorso.  Pace che è dono di Dio e al tempo stesso responsabilità e impegno di tutti gli uomini, scrive il Papa in un messaggio dove ribadisce con forza che “la guerra distrugge sempre e con essa si perde tutto”, mentre si augura che attraverso il dialogo e il negoziato possano risolversi le controversie che stanno causando terribili sofferenze specialmente ai più deboli. L’indifferenza produce fame e fa sì che quella delle armi sia una delle più grandi industrie del mondo, afferma il cardinale Bassetti, arcivescovo di Perugia. Ma a quella della Chiesa si aggiunge la voce delle più alte cariche dello Stato. “Fermare le guerre non è solo possibile ma, anzi, è un dovere della comunità internazionale”  dice il presidente Mattarella che si rivolge soprattutto ai giovani, bisognosi di speranza, mentre invoca la fine dell’orrore su Aleppo. Lo stesso fa la presidente della Camera Boldrini che definisce la marcia una grande testimonianza e un incoraggiamento per la costruzione della pace e di un nuovo ordine mondiale.