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Uruguay. Vescovi: lotta costante contro abusi su minori

Il cardinale Sturla Berhouet di Montevideo - AP

Il cardinale Sturla Berhouet di Montevideo - AP

Un impegno permanente per raccogliere le denunce di abusi sessuali su minori da parte di sacerdoti o persone consacrate, prevenire tali piaghe e fare in modo che non si ripetano più in nessun ambito ecclesiale. Questo in sintesi quanto dichiarato in un comunicato diffuso dalla Conferenza Episcopale dell’Uruguay, al termine della Plenaria svoltasi dal 9 al 15 novembre nella città di Florida. La dichiarazione fa seguito al documento “Perdono e impegno” con il quale lo scorso mese di aprile i vescovi del paese sudamericano si rivolgevano con dolore e vergogna alle persone ferite da tali abusi. I presuli confermano la disponibilità piena ad accogliere, ascoltare ed accompagnare le vittime, indagando e procedendo con il massimo rigore e l’aiuto di professionisti. Le denunce giunte attraverso la linea telefonica attivata dalla Chiesa uruguaiana così come quelle raccolte dai social network e diffuse da un noto programma televisivo – si spiega - sono state immediatamente trasmesse al vescovo del luogo o al superiore competente, nel caso di membri di Congregazioni religiose. Da circa cinque mesi – si precisa – non sono arrivate nuove segnalazioni.

Dolore e vergogna per le vittime degli abusi
In totale sono 44, contando i casi già giudicati e quelli relativi a imputati deceduti, le denunce relative a 40 persone in un arco di 70 anni. Diciotto denunce si riferiscono a fatti accaduti oltre 40 anni fa,  16 i casi registrati tra i 20 e i 40 anni fa, 5 sono databili tra 10 e 20 anni orsono, mentre per altri 5, risalenti agli ultimi 10 anni,  si è dimostrato trattarsi non di abusi su minori, ma di rapporti sessuali con persone maggiorenni. Le 20 denunce  relative a membri di Congregazioni religiose sono già parte di un protocollo di indagine avviato dai rispettivi superiori; le altre 24, riguardanti sacerdoti del clero secolare, sono state consegnate ai rispettivi vescovi per le indagini. In alcuni casi l’indagine non è stata ratificata da chi ha sporto denuncia ed è stata quindi data per chiusa,  invece in altri risalenti a molto tempo fa, le persone hanno preferito non avviare alcun procedimento, chiedendo semplicemente di essere ascoltate dalla Chiesa per ricevere una parola di consolazione e comprensione. Infine vanno citati alcuni episodi in cui è stato dimostrato che la denuncia era senza fondamento. I vescovi dell’Uruguay spiegano poi che vi sono denunce sulle quali si sta ancora indagando e riguardano quattro sacerdoti che sono stati immediatamente allontanati dal loro ministero.

Costituita una Commissione per la prevenzione degli abusi
Guardando al futuro la Conferenza episcopale ha costituito, all’interno del Dipartimento  dell’Educazione Cattolica,  una Commissione per la prevenzione degli abusi sessuali su minori al fine di proporre, in un lavoro congiunto con il Centro di Prevenzione del Vaticano, normative che garantiscano  ambienti sicuri in parrocchie e luoghi educativi. Ai fini della prevenzione sono stati avviati corsi con esperti della Chiesa del Cile rivolti a vescovi, sacerdoti ed educatori.

Una giornata penitenziale per chiedere perdono alle vittime di abusi
Rispondendo all’invito rivolto da Papa Francesco a tutte le Conferenze episcopali del mondo, la Chiesa dell’Uruguay ha quindi deciso di celebrare la Giornata Penitenziale per chiedere perdono alle vittime degli abusi il prossimo primo marzo, mercoledì delle Ceneri, inizio della Quaresima.

Impegno della Chiesa per l’educazione e la lotta alla violenza
Tra gli altri temi al centro della plenaria dei vescovi dell’Uruguay ed oggetto di un comunicato separato, vanno segnalati l’educazione e la lotta alla violenza. Nel primo caso i presuli con il contributo dell’AUDEC, Associazione uruguaiana dell’educazione cattolica, riferiscono che l’80% dei collegi cattolici si trova in quartieri popolari e che sono 161 i progetti di educazione non formale rivolti dalla Chiesa a 15mila, tra bambini e adolescenti. Trattando il tema della violenza in vari ambiti della vita cittadina,  i vescovi invece ne evidenziano alcune cause: prima fra tutte la cultura attuale che non favorisce la ricerca di un significato della vita , la scoperta della bellezza e della pienezza alle quali siamo stati chiamati. “Chi non trova il senso della propria vita – scrivono i pastori uruguaiani – resta prigioniero tra la ricerca di distrazione  e l’inevitabile insoddisfazione personale”. I vescovi auspicano quindi coesione, fraternità  e pace in una società frammentata; chiedono che la dignità della persona umana sia posta al centro di ogni iniziativa economica, sociale e politica. Allo Stato la Conferenza episcopale raccomanda l’attenzione alla sicurezza pubblica e gli sforzi per lo sviluppo sociale e il superamento delle disuguaglianze. “Le leggi – è la raccomandazione – si basino sulla legge naturale che ha il suo centro nel rispetto della persona e della vita umana”.

In preparazione la visita ad Limina nel 2017
Nel comunicato finale della Plenaria, la Conferenza episcopale annuncia il tema del prossimo anno pastorale, “Sono io che ti parlo” tratto dal dialogo di Gesù con la Samaritana, la convocazione a Montevideo, a novembre 2019, del V Congresso Eucaristico Nazionale e saluta positivamente il Congresso della famiglia a cui hanno partecipato lo scorso mese di ottobre oltre 800 persone. I vescovi annunciano anche la preparazione della visita ad Limina prevista per il 2017. (A cura di Paolo Ondarza)