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Card. Amato: dibattito teologico fa bene, ma nel rispetto

Alla Pontificia Università della Santa Croce, il Seminario sull'Escatologia in Benedetto XVI - RV

Alla Pontificia Università della Santa Croce, il Seminario sull'Escatologia in Benedetto XVI - RV

Si è aperto stamani alla Pontificia Università della Santa Croce il Simposio internazionale promosso dalla Fondazione vaticana Joseph Ratzinger-Benedetto XVI sul tema: “L’Escatologia, analisi e prospettive”. Al termine del Simposio, il 26 novembre nel Palazzo Apostolico, avrà luogo la cerimonia del Premio Ratzinger, quasi un “Nobel della teologia”. Sarà Papa Francesco a conferire il Premio a Inos Biffi e Ioannis Kourempeles. Ad aprire i lavori del Seminario stamani, con una relazione sui Santi e l’escatologia, è stato il card. Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. In questa intervista esclusiva alla Radio Vaticana, al microfono di Alessandro Gisotti, il porporato – già collaboratore di Joseph Ratzinger alla Congregazione per la Dottrina della Fede – si sofferma sul pensiero teologico del Papa emerito, sull’amore di Francesco per la teologia dei Santi e sul dibattito tra teologi su alcuni punti del Magistero di Papa Francesco:

R. – Il cardinale Ratzinger, che è stato anche un grande pastore, è colui che ha riflettuto molto sulle realtà fondamentali della fede e non solo sulla escatologia, ma anche sulla realtà cristologica, sulla Trinità, sulla Sacramentaria… Quindi il cardinale Ratzinger, come teologo professionista, ha molto approfondito questi aspetti e ha molto valorizzato la teologia dei Santi, perché lui cita - nelle sue opere - molte volte i grandi Santi, che sono stati eccellenti, eminenti, sia per dottrina e sia anche per come hanno esplicitato, illustrato, articolato anche la Dottrina Cattolica nel loro tempo.

D. – Il Premio Ratzinger, che viene anche un po’ definito il “Nobel per la Teologia”, si conclude con l’incontro in Vaticano e con Papa Francesco a sottolinearne l’importanza. Colpisce questo anche in un periodo in cui una parte di opinione pubblica, una certa pubblicistica vuole vedere una discontinuità tra Benedetto e Francesco anche nell’aspetto teologico…

R. – Assolutamente no: assolutamente no! Perché Papa Francesco è un Papa di alta cultura teologica e pastorale; sta evidenziando maggiormente il lato pastorale, però lui ha una grande cultura teologica e soprattutto una grande ammirazione per la Teologia dei Santi. Papa Francesco è molto aperto a valorizzare questi cristiani esemplari, per far vedere come la vita cristiana possa essere guidata anche dalla Dottrina, dal catechismo fatto bene, ma soprattutto può essere guidata da questi modelli di vita concreta, che sono i Santi.

D. – Oggi c’è,  a volte, la sensazione che ci sia un dibattito molto polarizzato, anche all’interno della comunità dei teologi, su alcuni punti in particolare del Magistero di Francesco. Pensiamo all’Amoris laetitia… Benedetto XVI e Papa Francesco danno una indicazione di senso diverso in questo, di una possibilità, di ragionamento assolutamente franco, diretto, anche scientifico, ma meno polarizzato come forse a volte sembra?

R. – Il dibattito fa parte dell’essere umano: domanda e risposta! La realtà dovrebbe essere quella di continuare il dibattito, però nel rispetto reciproco e soprattutto utilizzando i talenti delle rispettive posizioni, i punti forti e procedendo così. Il dibattito va avanti così e ci deve essere il dibattito! Io non direi polarizzazione, perché – almeno da parte mia – non vedo questa polarizzazione, però senz’altro è utile il dibattito, perché le posizioni possono essere sempre più integrate e possono essere sempre più migliorate.

Per chi voglia ascoltare l'integrale dell'invervista al cardinale Angelo Amato, in occasione del Simposio promosso dalla Fondazione Ratzinger, può trovarla qui: