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Don Di Noto: pedofilia e pedopornografia, tragedie dimenticate

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Un nuovo allarme è stato lanciato dall’Osservatorio mondiale contro la pedofilia e la pedopornografia dell’Associazione Meter. Il fondatore e presidente, don Fortunato Di Noto, denuncia al microfono di Roberta Gisotti la scarsa percezione nell’opinione pubblica di questa tragedia.

D. - Don Di Noto, cosa avete documentato in questo ultimo rapporto sul fenomeno?

R. – Innanzitutto abbiamo dovuto segnalare ufficialmente alla Polizia postale italiana i riferimenti dei Siti - che sono nella dark net, nel deep web, cioè in questo mondo ‘oscuro’ di internet - con ben 82 mila video pedopornografici e numerosissimi neonati violentati e cosa ancora più impressionante è che più di 475 mila utenti hanno scaricato questo materiale, anche pagando con la moneta virtuale che è il ‘bitcoin’. Il fatto che ci inquieta sempre di più è che nessuno ha alzato un dito per reagire: cioè, stiamo parlato di decine di migliaia di bambini e, ripeto, moltissimi neonati abusati – abbiamo registrato anche un forum dove ci sono dialoghi italiani per scambiare il materiale, le informazioni - e di fatto la società civile, la società politica, la società culturale è come se fosse anestetizzata, come se probabilmente qualcuno possa arrivare a pensare che sono delle ‘bufale’. Invece sono realtà documentate e depositate alla Procura distrettuale, in questo caso di Catania.

D. – Forse viene rimossa questa realtà o che altra ragione possiamo ipotizzare?

R. – Ma è grave se viene rimossa! Lo stesso Papa Francesco lo scorso anno definì l’abuso sessuale sui minori una “tragedia”. E, di fronte alle tragedie umane non possiamo stare lì a guardare o eventualmente dire: ‘non mi interessa perché non mi tocca o perché è fuori dalla mia portata’. Se è vero come è vero, ci deve essere una sensibilità e un’azione concreta e globale perché qui è un problema che riguarda tutte le nazioni. Io mi chiedo ad esempio come è stato - sono stato il primo a scendere in piazza! - per la Giornata internazionale contro la violenza alle donne: tutti si sono mobilitati contro il femminicidio. Non c’è neanche un canale media che non abbia parlato di questo. Ma è possibile che di fronte a questi drammi che colpiscono i minori non se ne vuol parlare? Non credo che sia un fatto solo di rimozione, credo che sia anche un fatto proprio legato al non affrontare seriamente questo problema, che può essere affrontato e può essere debellato.

D. – Don Fortunato, cosa è il deep o dark web?

R. - In poche parole è il mondo sommerso del web, cioè noi conosciamo e navighiamo nel mondo conosciuto di Internet ma il deep web è un ambiente 550 volte più grande del web conosciuto, dove attraverso dei sistemi informatici c’è quasi il puro anonimato. Qui le organizzazioni criminali hanno impiantato lo scambio non soltanto di informazioni ma traffici di esseri umani, di pedopornografia, di droga, di malaffare … E allora questo dovrebbe impegnare maggiormente gli Stati che hanno gli strumenti tecnologici per poter affrontare il problema.

D. – Mi sembra che fino ad adesso sia stato fatto poco…

R. – Sì, si è fatto poco! Noi siamo convinti, anche tecnicamente parlando, di poter trovare le soluzioni però qui dipende dagli Stati, dalla collaborazione, dalla collaborazione tra le forze di Polizia, dalle informazioni che devono essere date ed evitando il concetto di privacy, che di fronte a certi crimini non dovrebbe esistere! Se ci sono traffici umani e di sfruttamento di bambini, non si può invocare la privacy, questo non deve accadere e questo deve essere superato da una logica intelligente e collaborativa.