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Sindone tra scienza e fede: a Roma il Convegno "Vide e credette"

Fedeli in fila all'ostensione della Sindone - ANSA

Fedeli in fila all'ostensione della Sindone - ANSA

“Vide e Credette”. La Sindone, scienza, fede e annuncio del mistero pasquale”. E’ questo il tema del Convegno internazionale che si terrà il 13 e 14 dicembre presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. Oggi la presentazione nella sede della nostra emittente. Promosso tra gli altri dall’Istituto Scienza e fede, il convegno prevede il confronto tra diverse discipline in risposta agli interrogativi che il telo di lino conservato a Torino continua a suscitare. L’evento si svolge in occasione del decimo anniversario della mostra permanente “ Chi è l’uomo della sindone?” e ad un anno dalla scomparsa di un grande sindonologo, padre Héctor Guerra. Il servizio di Gabriella Ceraso:

Un Convegno che parla a tutti con un obiettivo pastorale e divulgativo. “Ciò che conta” spiega padre Rafael Pascual Direttore dell’Istituto Scienza e Fede, “è comunicare la Sindone, è cosa questo prezioso telo di lino, ancora ci dice”:

“E’ far conoscere la Sindone al grande pubblico e vedere il modo più efficace per farlo capire. La Sindone ha un messaggio per l’uomo d’oggi, ma bisogna mediare questo messaggio e renderlo intellegibile per la gente”.

E sono diversi i canali individuati, in due giorni di lavori. Ci sarà l’indirizzo di insegnamento scolastico e catechistico, l'anali del rapporto con i mass media, ovvero chi e come parla della Sindone, e poi il focus su mostre e romanzi, perché la Sindone è anche racconto, come lo sono i Vangeli. 4 i romanzi che saranno presentati al Convegno:

“Un libro che è stato scritto in Messico, che ha come titolo ‘Il segreto di Torino’. Poi abbiamo due libri scritti dalla dott.ssa Ada Grossi: il primo ‘Il ladro di Dio’; e l’altro ‘Centoquarantanove anni’, che racconta il periodo in cui si sono perse un po’ le tracce della Sindone e che è una specie di ricostruzione ovviamente immaginativa di cosa sia successo negli anni dalla scomparsa a Costantinopoli alla sua riapparizione nel nord della Francia, a Lirey. E l’ultimo libro ‘Pietro, Giuseppe e il Lenzuolo’, scritto dal dott. Walter Memmolo, che presenta i primi anni della Sindone, come a dire cosa sarebbe successo con i Discepoli di Gesù cioè come hanno conservato, cercato di proteggere e di trasmettere la Sindone”.

A fare da sfondo al Convegno, la domanda principale che ancora tutti si pongono guardando il lino di oltre 4 metri, con impressa la doppia immagine di un corpo umano torturato:“ Ma chi è quest’uomo ?”. Ancora padre Rafael:

"Non è una risposta unica che noi vogliamo imporre. Vogliamo soltanto offrire gli elementi, gli strumenti e i dati, affinché ognuno possa poi dare questa risposta. Perché in realtà la Sindone è una sfida, come diceva Papa Giovanni Paolo II: una sfida all’intelligenza. E allora ognuno deve accogliere questa sfida e cercare di trovare la risposta. La cosa che mi sembra più significativa è che – da una parte – questa immagine è ancora incomprensibile per la stessa scienza e che – dall’altra – è evidente che questa immagine ci rimanda chiaramente al mistero di Gesù".

D. – C’è contrasto tra scienza e fede su questo lino?

R.- Io direi che c’è piuttosto una convergenza. La cosa che sorprende è proprio come la scienza si sia interessata: tanti scienziati si sono interessati alla Sindone e la stragrande maggioranza di questi scienziati ha trovato – proprio attraverso la Sindone – un modo per avvicinarsi alla fede e non di allontanarsi.

Anche il mondo della Scienza parlerà dunque al convegno presentando ricerche, tecnologie, studi medico legali. Nessun constrasto con la fede, anzi: il professor Paolo di Lazzaro, Fisico e Dirigente di Ricerca dell’Enea:

“Non daremo risposte. Il nostro scopo è quello di rendere noto che esiste questo oggetto, che rappresenta un grande punto interrogativo dal punto di vista della scienza ed è un oggetto di fronte al quale la scienza deve ammettere serenamente i propri limiti. Non è assolutamente possibile, né credo che sarà mai possibile ottenere una risposta definitiva se l’impronta dell’uomo della Sindone sia relativa al Gesù Nazzareno. Però bisogna ammettere che effettivamente i segni che troviamo sulla Sindone, anche specialmente da un punto di vista di medicina forense, sono esattamente la replica di quello che viene descritto nei Vangeli riguardo alle ultime ore di vita di Gesù”.