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Concluse le consultazioni. Mattarella: a breve una decisione

Il presidente Sergio Mattarella - ANSA

Il presidente Sergio Mattarella - ANSA

Nelle prossime ore valuterò e prenderò le iniziative necessarie per la soluzione della crisi di governo. Lo ha detto questa sera il Capo dello Stato Sergio Mattarella al termine delle consultazioni di tutte le forze politiche. Mattarella ha invocato un clima politico sereno e costruttivo. Al Quirinale nel pomeriggio sono salite quelle numericamente più rappresentative: Pd, Movimento 5 Stelle e Forza Italia. Servizio di Giampiero Guadagni:

L’Italia ha bisogno in tempi brevi di un governo nella pienezza delle sue funzioni. Il Capo dello Stato fa una prima riflessione sui tre di giorni consultazioni con le più alte cariche istituzionali e con le forze politiche, consultazioni seguite al voto referendario e alle dimissioni di Renzi. Mattarella ricorda: vi sono di fronte a noi adempimenti, impegni e scadenze - interni, europei e internazionali - che vanno affrontati e rispettati. Tra le priorità indicate dal Presidente: il sostegno ai connazionali colpiti dal terremoto con l’avvio della ricostruzione e l’esigenza di armonizzare le due leggi elettorali per Camera e Senato, condizione indispensabile per procedere alle elezioni. Sostegno alla soluzione ritenuta più opportuna dal capo dello Stato è stato assicurato dal Pd che registra il larghissimo rifiuto delle opposizioni alla proposta di un governo di responsabilità nazionale. In precedenza, infatti, il Movimento 5 Stelle aveva ribadito il secco no ad un nuovo governo chiedendo a Mattarella il percorso più rapido per andare al voto con la legge elettorale che sarà certificata dalla Consulta nelle prossime settimane. Più o meno la posizione espressa ieri da Lega e Fratelli d’Italia, che non coincide del tutto con quella degli alleati di Forza Italia. Berlusconi stasera ha sollecitato l’approvazione in tempi rapidi della legge elettorale, convinto però della necessità che sia il Pd a dover guidare un governo per la parte restante della legislatura, per poi riaprire insieme una nuova fase costituente. Domani è atteso l’incarico per formare il nuovo governo. Quasi escluso il Renzi bis; in pista restano i nomi dei ministri Gentiloni, Padoan e Franceschini e del presidente del Senato Grasso.