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Vescovi venezuelani chiedono ai politici di ascoltare la gente

Popolazione fa incetta di cibo in un supermercato - REUTERS

Popolazione fa incetta di cibo in un supermercato - REUTERS

La Conferenza episcopale venezuelana (Cev) ha pubblicato un messaggio rivolto alle autorità del Venezuela sulle recenti misure economiche imposte. Riguardo alle nuove disposizioni, i vescovi denunciano: "Hanno peggiorato la crisi che colpisce la nostra nazione e tutti i cittadini... le più colpite sono state le persone più svantaggiate e vulnerabili… Le persone che fanno lunghe file (per poter comperare un po’ di pane o latte ndr) e conservavano un briciolo di speranza in attesa di qualche soluzione della crisi, si sono sentite abbandonate e non protette da tutti i leader politici. Molti uomini e donne non esitano ad esprimere i loro sentimenti di frustrazione e di abbandono da parte di coloro che dovrebbero parlare e promuovere soluzioni eque”.

La gente non sa cosa accadrà dei loro soldi e dei loro risparmi
Il comunicato, ripreso dall'agenzia Fides, segnala che il ritiro dalla circolazione in tutta fretta della banconota più usata dalla gente ha causato indignazione, frustrazione e rifiuto nella popolazione. "C'è grande incertezza nelle persone perché non sanno cosa accadrà dei loro soldi e dei loro risparmi. Questo, oltre a colpire un gran numero di persone, può portare violenza e disordini" scrivono i vescovi.

Il popolo è il vero protagonista della democrazia
Il testo si conclude con tre richieste: occorre ricordare a tutti che il popolo è il vero protagonista della democrazia; i leader politici devono mettersi a fianco del popolo ed ascoltare i gravi problemi che ha provocato questa misura nociva del governo; tutti i cattolici devono aprirsi alla carità e alla solidarietà, aprendo le porte a coloro che soffrono per condividere un po' di cibo e di sostegno. Il documento, con la data del 17 dicembre, è firmato dal card. Jorge Urosa Savino, arcivescovo di Caracas, dal neo card. Baltazar E. Porras Cardozo, arcivescovo di Mérida, da mons. Diego Rafael Padrón Sánchez, arcivescovo di Cumaná e presidente della Cev, a nome di tutta la Conferenza episcopale del Venezuela. (C.E.)