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Venezuela. Card. Urosa: la pace può arrivare solo con il sostegno di tutti

Migliaia di persone in fila per entrare in un supermercato - AP

Migliaia di persone in fila per entrare in un supermercato - AP

In un messaggio che sarà letto nelle Messe di domenica 1 gennaio 2017, 50.ma Giornata mondiale della pace, l'arcivescovo di Caracas, il card. Jorge Urosa Savino, insieme ai suoi vescovi ausiliari, esprime il sentimento della Chiesa cattolica dinanzi alla situazione che vive il Venezuela. "Il non riconoscere le facoltà dell'Assemblea nazionale, ha istituito una vera e propria situazione di dittatura, ignorando la volontà popolare espressa nel dicembre 2015" si legge nel messaggio ripreso dall'agenzia Fides.

Mai prima d'ora così tanti venezuelani hanno dovuto cercare il cibo nella spazzatura!
"La sofferenza di milioni di venezuelani chiede al governo di risolvere la gravissima crisi alimentare e di farmaci che attraversiamo, causata dall'applicazione di un sistema economico sbagliato, il totalitarismo socialista che attribuisce allo Stato il controllo totale dell’economia. Mai prima d'ora così tanti venezuelani hanno dovuto cercare il cibo nella spazzatura!”

Appello a costruire insieme la pace con il dialogo vero
Malgrado le forti parole del messaggio siano indirizzate all'arcidiocesi di Caracas, il testo riflette la situazione di tutto il Paese. Alla fine, insieme alla richiesta di evitare la violenza sociale, che pesa sui più poveri, c'è l’appello a costruire insieme la pace con il dialogo vero: "Questo 2016 è stato un anno difficile, pieno di ansie e difficoltà per tutti noi. Il dialogo tra il governo e l'opposizione, che è stato una fonte di speranza per ampi settori del Paese, è seriamente messo in discussione. Indipendentemente dal futuro di questo dialogo, che dovrebbe fornire soluzioni per la grave crisi in corso, dobbiamo ricordare che il popolo chiede la pace, la sicurezza personale e sociale, e le condizioni che permettono di lavorare e vivere in pace. Questo può avvenire solo con il sostegno di tutti". (C.E.)