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Il Papa: ricordiamo i cristiani d'Oriente che festeggiano il Natale

Il Patriarca di Mosca Kyrill mentre celebra il Natale, foto d'archivio - EPA

Il Patriarca di Mosca Kyrill mentre celebra il Natale, foto d'archivio - EPA

I cristiani che seguono il calendario giuliano celebrano oggi il Natale del Signore. Papa Francesco in un tweet odierno invita a rivolgere il pensiero a queste comunità, sia cattoliche che ortodosse. Ieri all’Angelus ha augurato ai cristiani d'Oriente una festa che li ricolmi "di gioia e di luce”. A celebrare la nascita di Gesù non rinunciano neppure i cristiani che da anni vivono in contesti difficili, se non proprio di persecuzione. I dettagli nel servizio di Roberta Barbi:

È Natale, oggi, per i fedeli delle Chiese cattoliche orientali e ortodosse che seguono il calendario giuliano e non quello gregoriano. Pur nella diversità delle date, un augurio che "si possa vivere insieme l’unico mistero dell’Incarnazione di Gesù e della sua venuta in mezzo a noi” viene da mons. Ambrogio Spreafico, presidente della Commissione per l’ecumenismo e il dialogo della Conferenza episcopale italiana, che invita ad aprire le porte in un abbraccio di fraternità ai fedeli immigrati, costretti a festeggiare il Natale spesso lontano dalle loro terre e dalle loro famiglie.

Sua Santità Tawadros: Gesù Bambino c’insegna ad affidarci al Cielo
Ma non si rinuncia a ricordare la venuta al mondo del Salvatore neppure in Paesi in cui la vita per i cristiani è particolarmente difficile e l’unica speranza è tenere fisso lo sguardo verso il cielo. È questo il contenuto del messaggio natalizio inviato ai fedeli da Sua Santità Tawadros, Patriarca della Chiesa copto-ortodossa in Egitto che invita a seguire l’esempio dei pastori e dei Magi, ma anche l’esempio di Maria Vergine, che con il suo sì all’Angelo offrì la propria vita al cielo. Così anche per l’uomo di oggi, che spesso ha un atteggiamento contraddittorio verso il cielo – c’è chi lo osteggia, chi prega ma anche chi vi è indifferente – aspirare al cielo significa aspirare alla luce di Dio che illumina i cuori, alla pace che ci rende operatori di pace nel mondo, a una gioia che è gioia costante e non caduca come quelle terrene.

Patriarca Kyrill: far crescere i doni dello Spirito
Seguire “alti ideali morali, impegnandoci in prima persona a incarnarli nella vita quotidiana”: è questo il centro del messaggio di Natale inviato anche da Kyrill, Patriarca ortodosso di Mosca e di tutte le Russie, che esorta i fedeli a far crescere dentro di sé i doni dello Spirito come l’amore, la pazienza e la bontà, e metterli in pratica nel servizio al prossimo. Il 2017 in Russia ricorre anche un secolo dagli avvenimenti che ne hanno cambiato profondamente la storia: “Le perdite e le sciagure che successivamente hanno attraversato il nostro popolo – ha aggiunto il Patriarca – sono state in gran parte determinate dalla distruzione di un sistema politico che era esistito per un millennio e dalla lotta contro la fede religiosa della gente”. Il Natale, comunque, è il compimento delle promesse antiche di salvezza per il genere umano. 

Ucraina, l'arcivescovo Shevchuk: Gesù ci dice di non temere
Da parte sua, l'arcivescovo maggiore di Kiev, Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, capo della Chiesa greco-cattolica in Ucraina, ha celebrato la vigilia con i profughi del conflitto e stamane ha presieduto la Messa nella Cattedrale della Risurrezione. Ha detto che il Natale è l'occasione per scoprire un Dio presente nella nostra storia. Certo, non c'è una risposta completa a tutte le sofferenze - ha osservato - ma Gesù viene a dirci in questo giorno di non temere, perché Lui è con noi fino alla fine dei tempi. Noi dobbiamo solo accogliere il Bambino divino.