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Zingaretti dal Papa:"Almaviva e Alitalia preoccupano la Regione". Incontro con la Raggi su Roma

Stamani l'incontro privato tra il Papa e il presidente della Regione Lazio, Zingaretti - AP

Stamani l'incontro privato tra il Papa e il presidente della Regione Lazio, Zingaretti - AP

R. – Incontrare il Papa è sempre una grandissima emozione e, devo dire, anche un po’ un monito ad essere coerenti nei comportamenti. In fondo, a volte, troppo spesso si dice: “Il Papa ha ragione”, “è bravo il Papa”, senza capire che poi essere d’accordo, ascoltarlo e seguirlo, vuol dire anche tentare di essere coerenti nei comportamenti su tante indicazioni che Papa Francesco dà.

D. - Nei sondaggi, spesso, il Papa e la Chiesa sembrano trovare consenso nell’opinione pubblica. Questo non avviene per il mondo politico. C’è la sensazione, presidente Zingaretti, che la politica non garantisca più il bene comune delle persone…

R. - Chiaramente l’attenzione si concentra di più in chi ha responsabilità pubbliche, perché c’è una grandissima domanda di sicurezza e di certezze che in questo momento è più difficile dare. Credo però che non bisogna correre il rischio di semplificare la complessità. Nella politica, così come in tutte le altre “categorie”, ci sono persone oneste e mascalzoni; ci sono incapaci e grandi professionisti; ci sono i ladri e ci sono le persone oneste. Per questo, prima, parlavo di un monito ad essere coerenti. Proprio questa complessità deve portarci a leggere questa voglia di certezze sul futuro e fare di tutto per ricostruire questo rapporto, senza pacche sulle spalle, ma concentrandoci sulle cose.

D. - C’è il tema del lavoro. Il Lazio ne è coinvolto con il licenziamento di 1666 persone  della società Almaviva. Che cosa fa la politica?

R. - Noi siamo l’istituzione che ha deciso di non lasciare sole queste famiglie licenziate alla fine dello scorso anno. Quindi abbiamo scritto al governo per chiedere subito un tavolo per attivare tutto quello che è possibile attivare affinché queste persone non si sentano sole. La prossima settimana ci sarà l’incontro con il governo e lunedì incontrerò le forze sindacali per capire, anche da loro, cosa è utile mettere in campo in questo momento drammatico. Inoltre, guardiamo con grande preoccupazione a quanto sta avvenendo su Alitalia. Oggi ho visto che c’è stata una presa di posizione del governo molto netta nei confronti dell’azienda, ma ovviamente questi sono i momenti nei quali bisogna far sentire la presenza delle Istituzioni al fianco delle persone che hanno bisogno. Da quando, credo, il presidente Berlusconi avviò un processo di privatizzazione e di ricerca di partner, si è aperta una fase che oggi il ministro Calenda ha sintetizzato bene:“Purtroppo, con una società che non è stata gestita bene, le colpe non devono ricadere ora sui lavoratori”. Mi permetto di fare mia, di condividere e di ringraziare il ministro, perché questo deve esser l’approccio quando ci si siederà al tavolo per capire come rimettere in campo Alitalia.

D. – Presidente Zingaretti, acqua e aria sono due elementi importantissimi per la vita dell’uomo. L’aria di Roma è inquinata e l’acqua non è più pura…

R. - Abbiamo fatto una cosa molto importante a dicembre: abbiamo presentato e stanziato 15 milioni di euro a sostegno di politiche sull’aria non inquinata, sull’aria pulita, e di tutte quelle azioni nei territori a favore di questi temi. Sono tante azioni, come ad esempio il sostegno ai comuni per le politiche sul traffico che rispettino l’ambiente, l’acquisto di bus elettrici, perché non possiamo bloccare le automobili e poi far girare mezzi che inquinano, sostegno ai comuni per politiche di conversione degli apparati di riscaldamento…

D. - Il tema della mobilità laziale. I treni e gli autobus, diciamolo presidente – non funzionano benissimo…

R. - Mi permetto di dire che non è proprio così. Nel Lazio, ad oggi l’83 percento dei treni che prendono i pendolari sono nuovi, perché li abbiamo cambiati tutti negli ultimi due anni e mezzo, cambiati con i soldi della Regione, questo va detto. Entro il 2018, il cento percento dei treni dei pendolari della nostra Regione saranno nuovi e avremo il parco treni tra i più moderni d’Italia.

D. - Se le parlo della Roma – Lido di Ostia, lei cosa mi dice?

R. - Le dico che è una ferrovia gestita purtroppo da decenni, e male, dall’Atac. Anche per questo abbiamo sottoscritto nel nuovo contratto di programma un accordo con le ferrovie per darla in gestione,  per quanto riguarda la manutenzione, alle Ferrovie dello Stato. Perché dobbiamo pensare prima di tutto ai pendolari e non al conservatorismo di chi non vuol cambiare mai nulla. L’altra grande svolta è sul Cotral, un’azienda che nel 2013 perdeva 26 milioni di euro l’anno con pullman acquistati ai Mondiali del ’90. Sono in circolazione, li stiamo andando a consegnare, i primi 140 nuovi pullman ecocompatibili. In questo caso i tempi sono più lunghi, ma abbiamo salvato un’azienda che oggi ha i conti in pareggio e comincia a far circolare i nuovi bus.

D. – A Firenze l’Ataf è gestita dalla Ferrovie dello Stato. Lei come vede a Roma l’Atac gestita dalle Ferrovie dello Stato?

R. – A Roma c’è un sindaco che, credo, debba fare delle scelte su questo.

D. – Sulla sanità avete tolto il ticket regionale. Resta quello nazionale. Significa che la sanità nel Lazio è moderna ed efficiente?

R. – No. Sarebbe presuntuoso dire questo. Però la sanità del Lazio, dieci anni fa, è stata commissariata e da dieci anni si era aperta una fase di demolizione del sistema. Basti pensare che ogni cento persone che andavano in pensione, ne potevano rientrare solo dieci. Ora la fase della distruzione è finita. Siamo nella fase della ricostruzione. Basta citare un dato: nel 2013 nel Lazio furono assunte 60 persone; nel 2016,  700 e nel 2017 ne assumeremo 1900 perché il governo, visto che i conti sono in ordine, ci ha autorizzato a fare assunzioni. Quindi la strada, sarà lunga, però finalmente ce l’abbiamo fata: conti in ordine ed aumentano le prestazioni.

D. - Qual è il male oscuro che affligge Roma?

R. - Secondo me il rischio è che si affermi l’idea che governarla è impossibile. Ma non è vero questo! Anzi, proprio di fronte ai grandi problemi ci vorrebbe un surplus di amore e di passione per la nostra città. Dico sempre: se ce l’ha fatta la Regione Lazio, ce la possiamo fare dappertutto.

D. – Presidente Zingaretti, c’è modo di affrontare i problemi romani lavorando insieme con il sindaco Raggi?

R.-  La incontrerò la prossima settimana per fare il punto sul nuovo anno politico.


(Luca Collodi)