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La riconciliazione al centro della Settimana per l'unità dei cristiani

Il Papa a Lund per il 500° delle Riforma luterana - REUTERS

Il Papa a Lund per il 500° delle Riforma luterana - REUTERS

“L’amore di Cristo ci spinge verso la riconciliazione”: questo il tema, tratto dalla seconda Lettera ai Corinzi, della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2017 che quest’anno cade nel 500° anniversario della Riforma Luterana. L’appuntamento annuale, tradizionalmente dal 18 al 25 gennaio, intende richiamare l’attenzione sulla preghiera di Gesù per l’unità di tutti i suoi discepoli e sostenere la conoscenza e l’amicizia tra gli appartenenti alle diverse Chiese e confessioni cristiane. Il servizio di Adriana Masotti:

E’ volontà di Dio l’unità: la Settimana lo ricorda, ma l’impegno per il superamento di ostilità e divisioni deve essere quotidiano. Lo sottolinea don Cristiano Bettega, direttore dell’Ufficio Nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della CEI:

“Credo che l’obiettivo sia prima di tutto quello di tenere sveglia, per così dire, l’attenzione delle Chiese sul valore dell’unità, intesa come qualcosa che già c’è, e anche sul traguardo dell’unità. Quindi credo che prima di tutto il valore della Settimana sia questo; poi penso che di anno in anno ci si accorga che la Settimana non può mai essere fine a se stessa. Grazie al Cielo si sta diffondendo questa mentalità: la Settimana di preghiera non è più l’occasione annuale per pregare o per riflettere sull’unità fra i cristiani, ma è l’occasione per dare una spinta a questo movimento, a questa consapevolezza – la definirei così – che in un certo senso attraversa come un filo rosso tantissime attività sparpagliate durante tutti i mesi dell’anno e che allarga sempre di più la sua capacità di coinvolgimento verso la base”.

L’amore di Cristo ci spinge, perché siamo sicuri che uno morì per tutti. Così il testo della seconda Lettera ai Corinzi da cui è tratto il tema della Settimana, testo che prosegue così: Dio ci ha riconciliati con sé per mezzo di Cristo e ha dato a noi l’incarico di portare altri alla riconciliazione con lui. Ancora don Bettega:

“È chiaro che la riconciliazione viene prima di tutto da Cristo; è lui che ci riconcilia al Padre, ma è anche altrettanto chiaro che poi la riconciliazione passa attraverso i gesti concreti di ogni persona. Questa è un po’ la spinta, l’incoraggiamento, la missione che ci viene data per seminare una cultura della riconciliazione. Credo che il segno più bello che possiamo fare sia proprio quello di poter inventare o di riprendere in mano segni concreti di riconciliazione, tenendo presente che ogni volta che più cristiani si incontrano nella stessa chiesa, nella stessa sala per pregare, per consultarsi, quella è una realizzazione concreta di quella Parola di Gesù: “Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro”, e questo di per sé diventa segno di riconciliazione.

Era il 1517, quando Martin Lutero espresse preoccupazione per quelli che egli considerava abusi nella chiesa del suo tempo, rendendo pubbliche le sue 95 tesi. La Chiesa cattolica e quella luterana hanno deciso di commemorare insieme l’anniversario, entrambe riconoscendo in Lutero un “testimone del Vangelo”. Anche la Settimana di quest’anno quindi è dedicata in modo particolare a questo evento:

“Credo lo abbia sottolineato in maniera eloquente il Papa nel suo viaggio a Lund, in Svezia alla fine di ottobre. Il punto d riflessione da tenere presente davanti agli occhi è il fatto che ciò che Lutero ha detto, ciò che ha fatto, evidentemente interessa in prima persona i luterani e di riflesso tutte le Chiese protestanti legate alla Riforma. Ma, in realtà interessa ogni credente, ogni cristiano. Un movimento di riforma, intesa come un’adesione sempre più esplicita e più coerente al Vangelo, non può interessare soltanto una Chiesa: questo movimento interessa tutti i cristiani. Credo che sia lì la grande occasione che ci viene presentata: tornare su quei temi, sui temi della riforma, per dire: “A me, cosa dicono? Come contribuiscono a costruire un po’ meglio la mia vita cristiana – nel mio caso nella Chiesa cattolica, o in qualsiasi altra appartenenza ecclesiale – e come mi aiutano a vivere meglio la mia adesione al Vangelo, oggi?”