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Accordo interpalestinese. Hamas e Fatah verso governo unico

Colloqui palestinesi a Mosca - AFP

Colloqui palestinesi a Mosca - AFP

Le fazioni palestinesi di Al Fatah e Hamas hanno raggiunto un accordo per formare un governo di unità nazionale. Tre giorni di negoziati a Mosca hanno portato all’intesa che consente ora di convocare elezioni unitarie, dopo le ultime del 2006, e risolvere le divisioni tra le due realtà politiche palestinesi, che governano rispettivamente in Cisgiordania, Fatah, e nella Striscia di Gaza, Hamas. Giancarlo La Vella ne ha parlato con Zouhir Louassini, giornalista esperto di Medio Oriente:

R. – Andrei con molta calma. I problemi tra Hamas e al- Fatah sono molto profondi; non è solamente una questione di politica, ma anche di ideologie diverse. Al-Fatah è più a sinistra, Hamas è islamista. Certo, c’è una necessità di un accordo, perché altrimenti non si può andare avanti, anche perché di fatto molte volte quando si parla di due Stati pensando ad Israele e Palestina, si dimentica sempre che, in questo momento, stiamo vivendo in tre Stati con tutte le problematiche che già conosciamo.

D. - Proprio in chiave di dialogo con gli israeliani, avere un fronte unitario può consentire, se non altro, l’apertura di un nuovo negoziato?

R. - Il dialogo ha bisogno di un accordo tra i due movimenti palestinesi. Se a questo aggiungiamo anche le chiusure di Netanyahu, non si risolve il problema, ma avremo altre situazioni di difficoltà. Diciamo che il problema serio, reale, in questo momento, è aprire possibilità di dialogo con Israele e questo succede solamente se tutti i movimenti palestinesi sono d’accordo.

D. - Questa intesa tra i palestinesi rilancia il ruolo della Russia, all’interno della situazione mediorientale?

R. - Conferma che in quella zona, in questo momento, l’unico attore che sta facendo qualcosa è la Russia. Se questo accordo va avanti confermerà la leadership della Russia, per l’abbandono degli europei e degli americani.