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Hotel Rigopiano: estratti superstiti, salvi quattro bimbi

Vigili del Fuoco estraggono il bimbo dall'Hotel Rigopiano - EPA

Vigili del Fuoco estraggono il bimbo dall'Hotel Rigopiano - EPA

Hanno fatto il giro delle tv e del web le immagini del bimbo tra le braccia dei vigili del fuoco, immagini simbolo di ciò al quale iniziava ad essere difficile credere: il salvataggio di alcuni dei dispersi dell’Hotel Rigopiano, in Abruzzo, investito mercoledì da una slavina. Dieci finora le persone tratte in salvo, questa sera altri tre bambini sono stati estratti vivi. I soccorritori sono in contatto con un altro gruppo di superstiti. L’attività di ricerca procede senza sosta e i vigili del fuoco operano in una situazione estremamente delicata per evitare che possa cedere ulteriormente la struttura dell’edificio.

Il Consiglio dei ministri ha esteso lo stato di emergenza nei territori colpiti dal terremoto e da eccezionali nevicate nel centro Italia e ha stanziato i primi 30 milioni, mentre Abruzzo e Marche fanno i conti con la viabilità critica e l’isolamento. Ad aumentare il rischio valanghe, la risalita delle temperature. Il servizio di Gabriella Ceraso:

Salvati da uno spazio protetto da un solaio: sono le prime buone notizie da Rigopiano con i sopravvissuti che rispondono ai soccorritori dalla neve che ha sommerso l’Hotel, un’oasi di pace trasformatasi in una trappola mortale mercoledì alle 17 e 40. Si indaga per omicidio colposo: struttura e lentezza dei soccorsi sotto la lente della Procura. Ma non ci si può fermare: 135 circa gli operatori in azione con le pale e circa 25 i mezzi pesanti a farsi spazio nel muro di neve e poi gli elicotteri, ma ci vuole cautela massima tra sassi, rami, cemento e ghiaccio, per non mettere a rischio la vita di nessuno. Intanto i parenti degli ospiti dell’albergo attendono all’ospedale di Penne. Il sindaco Marco Semproni:

“Devo innanzi tutto ringraziare il direttore del nostro ospedale che ha messo a disposizione un locale protetto dove vengono ospitati i famigliari delle persone scomparse; si tratta di persone che vengono assistite anche da psicologi. Cerchiamo di essere vicini in questo momento difficilissimo”.

Il problema nel resto dell’Abruzzo è l’isolamento di molte frazioni. Due finora i morti tra l’Aquila e Teramo. Servono urgentemente turbine per la neve, dice ancora Marco Semproni:

R. - Più turbine riusciamo ad ottenere e prima riusciremo a mettere mano a questa situazione. Il problema riguarda anche la fornitura dell’energia elettrica; questo ovviamente impedisce l’utilizzo dei mezzi di riscaldamento.

D. – Sa che ci sono delle polemiche sul ritardo degli interventi?

R. – La nevicata è stata così intensa e con queste scosse terremoto anche con la migliore organizzazione possibile sicuramente si sarebbe andati incontro a qualche difficoltà.

Stessa realtà difficile anche nelle Marche, con 40 frazioni circa ancora isolate. 6 anziani e un allevatore sono stati tratti in salvo oggi. Il presidente della Regione, Luca Ceriscioli, è ottimista:

R. - Arriveranno altri quattro mezzi pesanti per liberare le frazioni. Teniamo conto che per liberare una frazione una turbina ci mette dieci ore di lavoro; nello stesso tempo ci stanno impiegando gli elicotteri sia per fornire viveri e beni di prima necessità, sia per il rischio slavine o valanghe. Le utenze continuano ad essere allacciate; ad oggi ancora tremila non hanno corrente elettrica. Tutto ciò che è arrivato in termini di aiuto è stato impiegato sul territorio.

D. – Il terremoto, certo, non era prevedibile, però la neve sì … C'è qualcosa che si sarebbe potuto fare prima?

R. – Non credo. Più che una carenza organizzativa o di risposta, forse questo sistema Paese non ha più tante risorse disponibili come poteva averne in passato.

D. - Come rispondere anche a chi dice: “Ma tutto quello che era stato fatto fino ad oggi, per esempio la raccolta di fondi, che fine ha fatto?”.

R. – Le donazioni sono state ben utilizzate e ben indirizzate. Penso che nessuno abbia comprato una turbina con i soldi delle donazioni; sono due piani diversi: uno riguarda l’aspetto terremoto e ricostruzione, l’altro riguarda l’emergenza neve.

D. – Un’estensione dello stato di emergenza da parte del governo vi può aiutare? In che modo?

R. – Questo è fondamentale perché tutti questi costi aggiuntivi che ci sono stati, nel momento in cui il governo decreta lo stato di emergenza, c’è la possibilità per tutto il sistema – i comuni, le province che hanno impiegato i loro mezzi in misura importanti – di un ristorno significativo a sostegno di tutto il sistema istituzionale del territorio marchigiano.