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Gioco d'azzardo nel 2016 crescono dell'8% i proventi

gioco d'azzardo - ANSA

gioco d'azzardo - ANSA

Nel 2016 la raccolta dei proventi del gioco d’azzardo in Italia è cresciuta dell’8% rispetto a un anno prima, raggiungendo la quota record di 95 miliardi. E il fenomeno coinvolge sempre di più i giovani. Di questo parlerà anche una ricerca Nomisma, che verrà presentata domani a Bologna. Alessandro Guarasci:

Le entrate erariali del gioco d’azzardo ammontano a 10  miliardi di euro, ma si calcola che i costi per curare la ludopatia superino i 40 miliardi. E ora se ne occuperà anche il Servizio Sanitario Nazionale, visto che tale malattia è entrata a far parte anche dei livelli essenziali di assistenza. L’Italia continua ad essere tra i paesi in Europa dove si scommette di più. Don Armando Zappolini della campagna Mettiamoci in Gioco:

“L’unica cosa che si deve fare subito per dare un segnale, è il divieto assoluto di pubblicità, come è stato fatto anni fa per il fumo. C’è già una proposta di legge depositata da Cinque stelle e Pd insieme alla Camera sia alla Camera che al Senato. È ferma da un anno e mezzo. Potrebbe essere uno strumento efficace per impedire alle persone più deboli e meno capaci di gestirsi, di cadere in questa trappola della vincita facile, dei pochi soldi che ti sistemano la vita e della non pericolosità dell’azzardo”.

La presenza di macchinette per il gioco d’azzardo è massiccia soprattutto nelle grandi città. E Roma non fa eccezione, dice il direttore della Caritas romana, mons. Enrico Feroci:

“Sta crescendo continuamente. Si è abbassata la guardia sulla problematica e quindi non si ha la coscienza del dramma e del dolore che sta provocando alla nostra città. Ci sono i cosiddetti “distretti d’azzardo” nelle zone più affollate, dove ci sono più passaggi di persone, che continuano a crescere; questi luoghi dell’azzardo si sono insediati proprio vicino alle uscite dalle mura”.

Nella scorsa Legge di stabilità sono state introdotte misure per limitare l’invadenza dell’azzardo. In sostanza non si potranno mettere nuove slot, ma si tratta di un palliativo per don Zappolini:

“Toglieranno le slot machine dove si gioca con le monete, però aumenteranno le “Vlt” quelle dove si gioca anche con le banconote. Quindi l’effetto devastante sulle persone sarà più o meno identico. Però, sarebbe già una cosa buona, togliere dal giro, da tutti i posti, queste macchinette infernali - quindi metterle in luoghi autorizzati - e limitare l’offerta di gioco”.

La presenza di sale per l’azzardo andrebbe limitata soprattutto nei quartieri più popolosi, che oggi appunto ospitano il maggior numero di postazioni. A Roma, la maggioranza M5s in Comune ha presentato una proposta per limitare di molto l’offerta di giochi vicino a scuole, ospedali, e in tutto il I municipio. Ora si attende il via libera dell’Aula. Ma bisogna fare presto, dice mons. Feroci, perché esempi virtuosi altrove ce ne sono:

"Il sindaco di Bergamo ha chiuso i luoghi in certe fasce orarie sia la mattina sia il pomeriggio; la mattina, per evitare tutti coloro che vanno a prendere il caffè, che passano davanti al bar o che vanno a scuola e alla sera, quando terminano il lavoro e si ritrovano di nuovo lì. in quelle fasce orarie il gioco d’azzardo è diminuito".

L’importante, dunque, è non farsi condizionare da quell’industria che sull’azzardo continua a fare profitti.