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Istat, aumentano i senza lavoro nelle periferie di Roma e Milano

Manifestazione per il lavoro - ANSA

Manifestazione per il lavoro - ANSA

Le periferie delle grandi città sono sempre più afflitte da povertà e disoccupazione, soprattutto giovanile. E’ quanto ha rilevato l’Istat nella sua relazione di fronte alla Commissione parlamentare che indaga appunto sullo stato delle periferie. Alessandro Guarasci:

Roma e Milano accomunate dal degrado delle periferie, zone dove anche di recente non di rado sono montate le proteste contro l’arrivo di immigrati, o alle elezioni hanno trionfato i populismi. Per il presidente dell’Istat Giorgio Alleva, "Il centro di Milano è universalmente riconosciuto come area ricca”.I probleno arrivano quando si va verso le zone più periferiche. I 'Neet' (persone che non studiano né lavorano sono il 12,2% a Quarto Oggiaro, Sopra il 10% anche le zone di Selinunte, Bovisa, Padova, Villa Pizzone, Giambellino e Vergano.

A Roma va peggio, arrivando fino al 15%. E nella Capitale, soffrono soprattutto le famiglie monoreddito. Per Alleva, il disagio economico colpisce quelle famiglie con figli, dove non c’è nessun componente che lavora e che vanno avanti solo con la pensione di chi ha più di 64 anni. Nella zona di Torre Angela il numero di famiglie in questa condizione è del 4%. Insomma, per le periferie servono politiche mirate, dice Paolo Ciani della Comunità di Sant’Egidio:

“In questo senso bisogna essere più presenti e pensare anche misure ad hoc per questo tipo di famiglie e per questo tipo di situazioni. E’ chiaro che la Chiesa fa molto, attraverso i propri centri ed associazioni. Però ci vogliono degli interventi anche pubblici”.  

E altro fattore che accomuna le grandi città, la presenza nelle periferie di molti extracomunitari. Il rischio è la ghettizzazione, ancora Ciani:

“Invece di creare una rete anche solidale, perché poi in periferia gli immigrati vivono a fianco dei cittadini e sono loro stessi cittadini delle nostre città; invece di creare una solidarietà tra chi condivide gli stessi disagi, si è creata la logica del capro espiatorio e del fatto che i problemi deriverebbero dall’ultimo arrivato. Talvolta, poi, nelle nostre periferie, gli ultimi arrivati sono i cittadini italiani: i campi rom e baraccopoli arrivavano prima dei quartieri… Lì il problema è non soffiare sulla divisione, ma trovare delle soluzioni che valgano per tutti”.

Inoltre più ci si avvicina al centro più aumenta la popolazione anziana.