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Società \ Bioetica

Bassi: Strasburgo conferma genitorialità solo se esiste legame biologico

Centro di fecondazione artificiale - ANSA

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Una sentenza con una portata importantissima. Così il prof. Vincenzo Bassi, delegato dell’Unione Giuristi cattolici, sulla decisione della Corte dei diritti umani di Strasburgo che, ieri ribaltando un pronunciamento del gennaio 2015, ha affermato che una coppia non può riconoscere un figlio come suo, se il bimbo è stato generato da una madre surrogata, senza alcun legame biologico con i due aspiranti genitori. Massimiliano Menichetti lo ha intervistato:

R. – La sentenza ha una portata importantissima perché fissa un principio: il riconoscimento della genitorialità è automatico solo se passa da un legame biologico. Sembra un principio semplice ma non è banale soprattutto perché in questi ultimi anni è sempre stato messo in discussione. Non ci dimentichiamo che ad ottobre c’è stata la relazione De Sutter, ovvero una parlamentare e ginecologa belga che ha cercato in modo indiretto di ammettere la tolleranza sulla pratica della maternità surrogata. Questa sentenza ha precisato che non esistono i presupposti giuridici per fare entrare negli ordinamenti degli Stati sovrani pratiche come la maternità surrogata, senza passare per la via parlamentare. Sul tema della maternità surrogata quindi non è possibile quella che i giuristi chiamano la “giurisprudenza creativa”, ovvero pronunciamenti dei giudici che prescindendo dal diritto positivo si permettono di creare artificialmente dei diritti, come nel caso di questi ricorrenti alla Corte di giustizia dei diritti dell’uomo che hanno portato in Italia un bambino fatto nascere attraverso la maternità surrogata.

D. – Che succede al di fuori di questo schema giuridico?

R. – La genitorialità è automatica soltanto se tra genitore e bambino c’è un legame biologico. Al di fuori di questo schema occorre passare attraverso la legislazione propria dell’adozione: non si può eludere la normativa sull’adozione. Questo è un principio assolutamente chiaro per il legislatore italiano. Adesso è stabilito anche a livello sovranazionale con la Corte europea. Quindi non c’è nessuna autorità o giurisdizione sovranazionale che può imporre allo Stato italiano di cambiare la normativa che fino ad oggi ha garantito a ogni bambino il riconoscimento del diritto della genitorialità soltanto a quei bambini che hanno con i propri genitori un legame di tipo biologico. Al di fuori del legame biologico c’è soltanto la strada delle adozioni.

D. – Questo significa anche che i Paesi che hanno una legislazione sulla maternità surrogata non vengono influenzati. Il principio che sono i parlamenti che devono esprimersi vale per tutti i Paesi europei…

R. – Il principio vale per tutti i Paesi europei: salva e salvaguardia l’autonomia dei Paesi di legiferare. Noi crediamo che sul punto (della maternità surrogata n.d.r.) non ci debbano essere divisioni perché la realtà, la verità è chiara, però non si possono escludere Paesi che decidono in modo differente riconoscendo automatismi anche per bambini che vengono fatti nascere attraverso la maternità surrogata.

D. – L’auspicio è che questo cambi…

R. – Adesso, dopo la bocciatura della relazione Sutter e dopo questa sentenza della Corte europea tutti quanti noi siamo più incoraggiati a continuare questa battaglia di civiltà e di verità contro lo sfruttamento delle donne e a favore dei diritti dei bambini.