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Gran Bretagna: sì della Camera dei Comuni alla Brexit

Il voto della Camera dei Comuni britannica - AP

Il voto della Camera dei Comuni britannica - AP

La Camera dei Comuni britannica ha votato ieri sera a favore del progetto di legge che autorizza il governo di Theresa May ad avviare i negoziati formali per la Brexit attraverso la notifica dell'articolo 50 del Trattato di Lisbona all'Unione Europea. La premier May, costretta dalla Corte Suprema al passaggio parlamentare, punta a un iter spedito per poi aprire la partita con Bruxelles entro fine marzo. Roberto Piermarini

Il dibattito è durato due giorni scarsi e si è giocato su alcuni emendamenti presentati dalle opposizioni per tentare di inserire, qualche paletto sulla strada della Brexit senza compromessi, delineata qualche giorno fa dalla stessa Premier Theresa May. Ma alla fine il voto finale – come era nelle previsioni – è stato nettissimo: 498 si e 114 no. Un sì al governo che nelle dichiarazioni di molti deputati è stato soprattutto un sì alla "volontà popolare" espressa nel referendum del 23 giugno scorso. Ora non c'è che lo scoglio del passaggio alla Camera dei Lords - libera da vincoli elettorali e assai più eurofila del Paese reale - ma in caso di modifiche l'ultima parola resterà ai Comuni. L'articolo 50 dovrebbe scattare entro fine marzo, per dare poi spazio a due anni di negoziati che nelle intenzioni della premier si pongono a questo punto l'obiettivo d'un taglio netto con Bruxelles accompagnato possibilmente da un accordo transitorio e da una nuova intesa doganale senza dazi. Sempre a patto che gli altri 27 Paesi dell’Unione Europea siano d’accordo. La premier May ha annunciato che il governo britannico pubblicherà oggi il suo “Libro bianco” sulla Brexit, che chiarirà ulteriormente al Parlamento, la sua strategia di uscita dall’Unione Europea.