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Onu. Mons. Auza: pace e lotta alla povertà, le grandi sfide mondiali

Mons. Bernardito Auza - RV

Mons. Bernardito Auza - RV

La povertà non può essere affrontata esclusivamente con categorie economiche , ma in tutte le sue dimensioni sociali per garantire ad ogni esser umano di realizzarsi dignitosamente e in un ambiente sano. L’arcivescovo Bernardito Auza, nunzio apostolico e Osservatore della Santa Sede alle Nazioni Unite si è espresso così al Palazzo di Vetro di New York nel corso della 55.ma sessione della Commissione per lo Sviluppo Sociale sul tema “Strategie per sradicare la povertà e raggiungere uno sviluppo sostenibile per tutti”. “

Pace ed eliminazione povertà vanno costruite ogni giorno
L'eliminazione della povertà così come la pace – ha spiegato - non possono considerarsi traguardi raggiunti una volta per tutte, ma vanno costruite continuamente". Si tratta della “più grande sfida globale”, ha evidenziato il presule che, citando Papa Francesco ha indicato come unica strada per conseguire “la virtù attiva della pace”, l’unione di sforzi di ogni individuo e della società nel suo complesso: l’obbiettivo è infatti raggiungere nel contempo “progresso civile e sviluppo economico”.

Tanti i divari sociali e i bisogni di pace nel mondo
Nel mondo purtroppo permangono divari sociali. Mons Auza rileva come per molte persone la pace sia data per scontata e considerata un diritto acquisito, mentre per altre, troppe, essa resti un sogno lontano. Il pensiero va ai milioni di uomini e donne che vivono quotidianamente conflitti, “alimentati da violenza insensata, odio e paura”, ma anche a quei luoghi che,  un tempo considerati sicuri, a causa della mancanza di opportunità e delle crescenti tensioni sociali sono divenuti meno stabili.

Investire sui giovani per strapparli al rischio estremismo
Prioritaria se si vuole sradicare la povertà e conseguire una pace duratura, secondo l’Osservatore permanente della Santa Sede all’Onu, deve essere la volontà di porre  fine ai conflitti violenti, principali cause delle migrazioni forzate e dei massicci spostamenti delle popolazioni. Occorrono politiche e investimenti concreti: mons. Auza chiede ad esempio di implementare gli sforzi per fornire ai giovani istruzione, occupazione e opportunità che consentano loro di dare un contributo significativo alla società, alla costruzione della pace e di non cadere così preda di ideologie estremiste.

Tutelare la famiglia, gli anziani e i migranti
L’attenzione, esorta l’arcivescovo, sia vigile sugli “emarginati della società”, come gli anziani che “hanno contribuito alla ricchezza economica e continuano a generare ricchezza sociale con la loro esperienza e conoscenza”. Cruciale il ruolo della famiglia: essa, vero ammortizzatore sociale,  – è la raccomandazione – va supportata con politiche fiscali mirate. Infine, è convinzione del delegato della Santa Sede, “lo sviluppo sostenibile per tutti dovrebbe abbracciare migranti, sfollati e rifugiati. Non solo dobbiamo rispettare il diritto di ogni persona a migrare, ma anche cooperare”. Per una piena integrazione nei paesi di accoglienza.  (A cura di Paolo Ondarza)