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Roma Tre, Rettore: Papa vedrà impegno per i soggetti deboli

Università Roma Tre - RV

Università Roma Tre - RV

Venerdì 17 febbraio il Papa visiterà l'università Roma Tre, un ateneo che si distingue per il forte impegno, non solo su didattica e ricerca, ma anche sulla cosiddetta 'terza missione': l'attenzione ai problemi sociali della città. 

"Sono vent’anni che parliamo di terza missione, ora ci vuole operatività", spiega il Rettore, l'architetto Mario Panizza, ricordando che, per esempio, sulla sostenibilità in tutte le sue declinazioni ha organizzato - in qualità di Presidente dei Rettori delle Università del Lazio - ben quattro convegni l’anno scorso. "Ho chiesto al Papa di venirci a trovare, considerando lo spirito con cui siamo presenti sul territorio, con cui stiamo portando avanti, coinvolgendo 14 atenei italiani, la progettazione di altrettante scuole nelle aree terremotate. Come coordinatore di questa iniziativa, stiamo lavorando molto, fissandoci tempi stretti, con determinazione, sotto il patrocinio del commissario Errani". E poi l'impegno sul fronte della legalità, la formazione di una squadra di calcio con gli studenti che giocano insieme ad ex detenuti e migranti. "L’impegno del Papa soprattutto verso i soggetti deboli - precisa Panizza - credo che sia una traccia importante per i ragazzi ma anche per noi educatori. Individuare la parte ‘bassa’ del mondo per comprendere le dinamiche del bacino del Mediterraneo è essenziale. Tra le altre cose noi abbiamo avviato un seminario residenziale per i ragazzi che vengono da vari Paesi del Mediterraneo. Azioni che forse sono piccole gocce ma servono anche a noi per sapere che quello che noi insegniamo - il patrimonio culturale e la storia dei paesi - può essere utile a far dialogare chi invece è in una situazione di conflitto costante. L’integrazione e l’inclusione sono valori di rispetto da cui un professore non può prescindere".

La testimonianza di Nour, dalla Siria, ora studentessa a Roma Tre

Nour Essa, 31 anni, una laurea in agricoltura in Siria e un master in microbiologa in Francia, è iscritta al terezo anno in Biologia. Rifugiata politica in Italia, offrirà la sua testimonianza al Papa che venerdì incontrerà per la terza volta. Era con lui sul volo che dall'isola di Lesbo l'ha condotta a Roma insieme alla sua famiglia: "Io sono musulmana, il Papa si è subito dimostrato aperto, senza pregiudizi, mi piace molto. Un vero esempio. Lui usa la religione per servire l’essere umano. Io gli parlerò dell’integrazione degli studenti stranieri. Non bisogna avere paura. Gli immigrati si devono impegnare a imparare subito la lingua e rispettare le leggi, il governo, da parte sua, deve aprire i centri, mettere a disposizione più esperti per insegnare la lingua", ci racconta. Che futuro vedi per la Siria? “Purtroppo non vedo niente, non c’è una soluzione nel tempo presente. Possiamo arrivare a una Siria libera e per tutti i siriani, una Siria civile. Abbiamo sofferto molto, tutti, sia quelli che stanno con il regime sia quelli che sono contro. Abbiamo tutti perso. Perso tanto. Lavoro, familiari. Abbiamo bisogno di dimenticare l’odio".

Un Ateneo che sta modificando la città di Roma

"Siamo un ateneo molto presente nella città, la stiamo un po’ modificando questa città", riprende il Rettore. Siamo nella zona sud ovest di Roma, un'area ex industriale che stiamo ancora recuperando pensando che quello che sarebbe servito a Roma Tre e che sarebbe servito anche alla città". Da architetto, come riqualificare oggi questa città così sofferente e degradata? "I problemi sono moltissimi. Bisogna ricominciare dalle periferie per rimettere ordine con i servizi adeguati, dal centro storico per evitare scompensi e squilibri, dai trasporti. Io credo ci sia carenza di capacità di progettare, ma anche una montagna di burocrazia che crea molte difficoltà". 


(Antonella Palermo)