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Il commento di don Sanfilippo al Vangelo della VII Domenica T.O.

Gesù parla ai discepoli

Gesù parla ai discepoli

Nella settima Domenica del Tempo ordinario, la liturgia ci propone il Vangelo in cui Gesù dice ai suoi discepoli: 

“Se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra … Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano (…) Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste”. 

Su questo brano evangelico ascoltiamo una breve riflessione di don Gianvito Sanfilippo presbitero della diocesi di Roma:

“Io vi dico: non opponetevi al malvagio, ma se qualcuno ti colpisce sulla guancia destra porgigli anche l’altra…amate i vostri nemici, pregate per coloro che vi perseguitano”. “Com’è possibile che Gesù faccia affermazioni così scomode, anzi, esagerate? Io non sono Gesù Cristo…” potremmo dire. “Ma se facciamo tutti così allora il male dilaga…” aggiungeremmo. “In realtà questa parola va adattata ai tempi odierni” spiegherebbe, forse, il buon senso umano. Ecco alcune reazioni tipiche di chi tenta di addomesticare la parola di Dio, annullandola di fatto, e giudicando le Scritture, il Signore e la Chiesa che la proclama fedelmente. Lasciamoci, piuttosto, interrogare in profondità da ciò che costituisce il cuore del Kerigma. Può darsi che questo Vangelo metta in luce come la nostra identità cristiana sia fragile a causa di una formazione insufficiente, forse non abbiamo ancora la statura adulta della fede. Se così fosse, non perdiamoci d’animo! Al contrario, è una grazia rendersene conto, scoprire i propri peccati e sentirsi comunque incoraggiati da Dio ad intraprendere un cammino graduale di salvezza. Chiediamo a Maria che ci indichi, nella Chiesa, una via, un carisma, un movimento nel quale la nostra fede possa crescere fino a giungere alla pienezza. Da sempre i cristiani sono detti “coloro che camminano” verso la Pasqua.