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Mostra Evangelii Gaudium. Papa: contagiare con la bellezza della fede

Il Chirografo di Papa Francesco per la mostra sulla Evangelii Gaudium - RV

Il Chirografo di Papa Francesco per la mostra sulla Evangelii Gaudium - RV

“I testi e le immagini di questa mostra possano far crescere il desiderio di uscire e contagiare tutti con la bellezza della fede”. E’ quanto scrive Papa Francesco in un chirografo per la mostra itinerante sulla Evangelii Gaudium, “Una Chiesa che esce”, curata dal vaticanista di Repubblica, Paolo Rodari, per la Emi, l’Editrice Missionaria Italiana. La mostra di 15 pannelli presenta alcuni concetti chiave dell’Esortazione apostolica. “La gioia del Vangelo – si legge ancora nel chirografo – riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù”. Alessandro Gisotti ha chiesto a Paolo Rodari come sia nata questa originale iniziativa di evangelizzazione:

R. – L’idea è della casa editrice Emi, la casa Editrice dei Missionari Italiani, che mi ha proposto di fare i testi di questa mostra. E’ una cosa che non avevo mai fatto: all’inizio ero un po’ titubante, perché non credo che Bergoglio in generale abbia bisogno di esegeti, cioè di qualcuno che lo interpreti, e in particolare i suoi testi sono chiari di per sé, insomma, non c’è bisogno che qualcuno li spieghi. Però, in effetti, lui stesso, a Firenze, al Convegno ecclesiale di Firenze chiese in qualche modo che aiutasse tutti a entrare in questo testo che era un po’ – tra virgolette – il suo programma di Pontificato. Allora, l’idea di poter semplicemente dare un contributo, un aiuto, offrendo la mia visione, cioè come io giornalista vaticanista vedo questo testo, mi è sembrata una cosa, in fondo, fattibile. E quindi, l’idea è nata in risposta alla domanda di questa casa editrice che voleva avere questa modalità per aiutare i fedeli e coloro che sono interessati a entrare un po’ di più in questo testo decisivo.

D. – Nel chirografo firmato di suo pugno per questa mostra, Papa Francesco si augura che – appunto – attraverso questa mostra si possa contagiare tutti con la “bellezza della fede”: le immagini aiutano molto, in questo senso …

R. – Intanto, questo chirografo è stato un grande dono di cui siamo contenti; è stata una cosa che ci ha confermato che il lavoro è stato un lavoro giusto, il tentativo – usando testi ma anche immagini – di entrare un po’ di più nel senso di questo Pontificato. Cioè, una Chiesa che deve imparare tutta insieme a uscire, ad andare fuori da una visione chiusa, da una certa autoreferenzialità e andare incontro all’uomo. E allora io ho cercato di far parlare la stessa Chiesa, dove questo esercizio è già svolto. Ci sono tanti esempi, anche tante immagini che usano in questo senso, ma sostanzialmente gli esempi sono esempi di vita vissuta, cioè tanti sacerdoti e laici che già vivono questa spinta a uscire, magari anche in posti di confine, che non sono ritenuti "il centro della Chiesa", ma che lo sono nel momento in cui agiscono in questo modo.

D. – A chi è rivolta, in particolare, questa mostra? Quali sono anche le aspettative tue e della Emi?

R. – E’ rivolta, ovviamente, a tutti coloro che vogliono approfondire questo testo che dicevamo, appunto, positivo. L’aspettativa è che sostanzialmente le parrocchie, i centri culturali la facciano propria, la espongano e aiutino tutti coloro che hanno questa sensibilità, che hanno anche questo desiderio di conoscere meglio non solo questo testo, ma attraverso questo testo anche questo Pontificato così innovativo, che le parrocchie e i centri culturali anzitutto la prendano, la affittino, la comprino e possano aiutare coloro che sono interessati a entrare nel cuore di questo testo e quindi nel cuore del Pontificato di Francesco.