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Confronto tra Stati Uniti e Unione Europea sul futuro della Nato

Il vicepresidente Usa Pence a Bruxelles - REUTERS

Il vicepresidente Usa Pence a Bruxelles - REUTERS

Sempre in primo piano il dibattito tra Stati Uniti e Unione Europea sul futuro della Nato. Il vicepresidente americano, Mike Pence, in visita a Bruxelles, corregge in parte le critiche del presidente Trump sull’Alleanza Atlantica e conferma l’impegno nella cooperazione con il Vecchio continente per la sicurezza militare. Ma quale potrebbe essere la futura struttura della Nato, in armonia con le esigenze di sicurezza americane ed europee? Giancarlo La Vella lo ha chiesto a Maurizio Simoncelli di Archivio Disarmo:

R. – E’ nella tradizione repubblicana chiedere un maggiore impegno militare nelle spese e per la Difesa agli altri Paesi alleati nella Nato, questo lo ricordiamo sia dall’epoca di Reagan come all’epoca di Bush junior, quindi non è un fatto nuovo. L’Europa e il Canada dovranno cercare di svolgere un diverso ruolo. Il problema è vedere effettivamente se questo è possibile in una situazione di crisi diffusa come quella che si sta vivendo nell’Europa occidentale. Teniamo presente che sono anni che la Nato pone come traguardo delle spese militari il due per cento del Pil: la media dei Paesi Nato è intorno all’1,4 per cento. Quindi, al di là delle dichiarazioni, dovremmo vedere nei fatti quello che potrà avvenire. Aumentare dall’1,4 per cento al due per cento è un impegno economico notevole.

D.  – Quali le sfide di oggi per la Nato?

R. – Il mondo è cambiato profondamente. Non abbiamo più il pericolo dell’invasione comunista. Le minacce sono il terrorismo internazionale. Si parla addirittura di cambiamenti climatici, si parla del problema delle migrazioni e della proliferazione nucleare. Emigrazione e cambiamenti climatici certamente non possono essere risolti con sistemi d’arma. Il problema della proliferazione nucleare è un dato reale; a oggi non può essere considerato un problema drammatico nel senso che certamente è un’arma pericolosissima - si sta facendo di tutto per cercare di spingere la Corea del Nord a ridurre il suo arsenale che sta costruendo anno dopo anno - ma oggettivamente non la vedo una minaccia tale da esigere un riarmo della Nato. Il vero problema dal punto di vista militare è quello del terrorismo.

D. - Quindi una nato più polizia che non esercito?

R. – Sì, la Nato è praticamente l’unica alleanza militare internazionale che è in grado di progettare la propria potenza militare sull’intero scacchiere mondiale. Quindi un teatro decisamente lontano da quello originario, che era la difesa del territorio dei Paesi aderenti all’alleanza atlantica.