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Siria: continuano i colloqui a Ginevra e la lotta all'Is

Un rifugiato iracheno fuggito da Mosul - AFP

Un rifugiato iracheno fuggito da Mosul - AFP

A Ginevra continuano i colloqui sulla Siria tra il governo di Damasco e lo opposizioni, dopo che ieri a Homs l’ala siriana di Al-Qaeda ha ucciso oltre trenta persone tra cui il capo dell’intelligence di Assad. Intanto continua la lotta al sedicente Stato Islamico tanto in Siria quanto in Iraq, dove le forze speciali hanno preso il controllo di un quartiere occidentale di Mosul. Il servizio di Michele Raviart:

Il capo delegazione delle opposizioni anti-Assad a Ginevra, Nasr Al-Hariri, ha condannato “il terrorismo” dopo l’attentato di Homs di ieri, compiuto dagli jihadisti di Fateh ah Sham, prima noti come Fronte Al-Nusra. La condanna era stata esplicitamente richiesta dall’inviato del governo di Damasco, Bashar al-Jaafari, come precondizione per continuare l'incontro, mediato dalle Nazioni Unite. “Durante i colloqui c’è sempre qualcuno che tenta di far saltare i negoziati. Ce lo aspettavamo”, ha commentato l’inviato speciale dell’Onu, Staffan De Mistura. Fateh ah Sham non è stato invitato a Ginevra, così come il sedicente Stato Islamico, che sta perdendo terreno. Nel nordovest della Siria, dopo aver perso il villaggio di Al-Bab, gli jihadisti hanno perso altri 14 villaggi per mano dei ribelli sostenuti dalla Turchia, dei curdi e dell’esercito di Damasco, che si sta dirigendo verso Sud per riguadagnare il controllo delle risorse idriche di Aleppo. In Iraq, invece, la polizia militare ha strappato all’Is il quartiere di Tayyaran a Mosul. Almeno dieci le autobombe usate dagli jihadisti. L’unica andata a segno ha ucciso due poliziotti e ne ha feriti altri cinque.