Leggi l'articolo Vai alla navigazione

Social:

RSS:

Radio Vaticana

la voce del Papa e della Chiesa in dialogo con il mondo

lingua:

RV ITALIA - 105 FM

Società \ Cultura e arte

Il Polentone quaresimale di Castel di Tora

Il Polentone quaresimale di Castel di Tora - RV

Il Polentone quaresimale di Castel di Tora - RV

Nello splendido borgo sulle rive del Lago del Turano, aringa, tonno, baccalà e alici sono gli ingredienti con i quali viene preparato il prelibato sugo di magro con il quale si condisce la polenta di Quaresima. Torna, puntualmente, a Castel di Tora, lo storico appuntamento con la “Festa del Polentone”, un evento che celebra un piatto povero ma ricco al tempo stesso di sapori e storia.

In questo tratto della provincia di Rieti, infatti, la polenta non è solo una ricetta tipica della tradizione contadina, quanto piuttosto una vera e propria istituzione: Castel di Tora è uno dei sedici paesi che compongono l’Associazione Culturale dei “Polentari d’Italia”, uniti dalla stessa voglia di riscoprire le tradizioni e confrontarsi attraverso questo piatto. Il “Polentone di Castel di Tora”, oltretutto, ha ormai varcato i confini regionali al punto che sempre più spesso la Pro Loco viene invitata in altri paesi per offrire la degustazione di questa specialità.

Nel pomeriggio della festa ci sarà spazio alla buona cucina e alla solidarietà con “Un’amatriciana per Amatrice”, con il celeberrimo primo piatto preparato dalla Pro Loco della città colpita dal terremoto, e la presenza del gruppo AIDO (Associazione Italiana per la Donazione di Organi) di Rieti.

La “Festa del Polentone” rappresenta un’ottima occasione anche per chi ama scoprire i gioielli meno conosciuti del Lazio. Arroccato a due passi dal Lago del Turano, Castel di Tora è considerato uno dei borghi più belli d’Italia e offre ai turisti angoli caratteristici e scorci mozzafiato. Al suo interno è possibile passeggiare passando sotto la torre esagonale medievale dell’XI secolo, adiacente al Palazzo Scuderini, e poi su per i vicoli che conducono a piazzette ben tenute e curate; e ancora scoprire mura e torrette trasformate in case e ancora archi, scalinate, grotte e cantine scavate nella roccia.

Fino al 1864 il paese si chiamava Castelvecchio, poi si decise di legare il suo nome a Tora, antico insediamento sabino nel quale avvenne – nel 250 d.C. – il martirio di Santa Anatolia: a lei è dedicato un santuario, che si erge su una collina attigua al paese.

Ne parliamo con Giuseppe Federici, della Pro Loco di Castel di Tora


(Lucas Duran)