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Sud Sudan: Chiesa ribadisce il suo impegno per la pace

Sud Sudan: donne in fila aspettano di ricevere aiuti - AP

Sud Sudan: donne in fila aspettano di ricevere aiuti - AP

“La Chiesa non è contro il governo”, i vescovi cattolici assicurano il loro impegno per offrire supporto all’esecutivo attraverso iniziative di pace. E’ quanto ha affermato – riferisce l’agenzia Fides - mons. Erkolano Lodu Tombe, vescovo di Yei, soffermandosi sulla drammatica situazione del Sud Sudan, da dove negli ultimi tre mesi sono fuggite oltre 100.000 persone. Fonti di stampa riferiscono che gli sfollati, arrivati nei campi in Uganda, raccontano di torture e di abusi commessi dai soldati. L'Onu recentemente ha denunciato che gli stupri, le uccisioni di civili e la paura di essere arrestati sono tra le principali ragioni che spingono migliaia di persone a fuggire dal Paese. Si tratta dell'emergenza umanitaria più grave di tutta l'Africa.

Un Paese in ginocchio per guerra, carestia e crisi economica
Il Sud Sudan, oltre ad essere dilaniato dalla guerra civile scoppiata nel 2013 che ha provocato migliaia di morti, è colpito da una grave carestia. Il conflitto ha pregiudicato i raccolti e la produzione agricola. Il Paese, dichiarato indipendente nel 2011, è lacerato anche da una gravissima crisi economica. Il tasso di inflazione ha superato l’800% e le popolazioni urbane devono fare i conti con massicci aumenti dei prezzi dei prodotti alimentari di base. Si stima che sono oltre 4,9 milioni degli 11 milioni di abitanti ad aver bisogno, immediatamente, di aiuti umanitari. Lo scorso 20 febbraio il governo ha dichiarato lo stato di carestia in varie zone del Paese.

I vescovi: carestia causata dall’uomo
Nel recente messaggio pastorale, rivolto alla popolazione, i vescovi del Sud Sudan sottolineano che il Sud Sudan è “in preda ad una crisi umanitaria, alla carestia, all’insicurezza e al disastro economico”. “Non c’è dubbio – aggiungono i presuli - che la carestia è stata causata dall’uomo. È vero che la siccità ha colpito diverse parti del Paese, ma la mancanza di cibo è dovuta all’insicurezza e alla cattiva gestione economica”. Nel loro messaggio, i vescovi hanno anche ribadito che “la Chiesa non è pro o contro qualcuno, che sia il governo o l’opposizione”. (A.L.)