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L' Argentina verso lo sciopero generale

Fermo anche il campionato di calcio argentino per mancanza di fondi - AFP

Fermo anche il campionato di calcio argentino per mancanza di fondi - AFP

Continuano in Argentina le proteste contro la politica economica del governo di Mauricio Macri. La CGT, storica sigla del sindacalismo peronista, ha convocato ieri una seconda giornata di mobilitazione dopo quella promossa dagli insegnanti in sciopero, nella capitale Buenos Aires. Confermata la convocazione di uno sciopero generale tra fine marzo o inizio aprile. In Argentina, tra l'altro, si registra una situazione complessa anche nel calcio. I giocatori sono in sciopero e l'inizio del Campionato è bloccato. Al microfono di Luca Collodi, lo scrittore e giornalista argentino, Jorge MIlia. 

Il calcio e la politica 

"Il calcio ha mostrato negli ultimi mesi la vera dimensione della crisi in Argentina. La crisi del calcio supera la crisi politica e istituzionale che trascina il Paese già da tempo, ma ha la stessa ragione della crisi della politica: il problema si chiama corruzione. In Argentina, negli ultimi dieci anni, il calcio è stato infatti associato alla politica. Sotto lo slogan il "Calcio per tutti", afferma Jorge Milia, il precedente governo ha dato grosse somme di denaro in cambio dei diritti televisivi per la trasmissione in chiaro delle partite". "Oggi il governo di Macri ha chiuso il progetto del “Calcio per tutti”. Il contrato è finito e l'attuale governo ha fatto l’ultimo pagamento all'Associazione del calcio argentino, l'AFA. Ma pare che non basti". "Nessuno, infatti, spiega Milia, può spiegare dove è andato questo denaro. Una nebulosa nel cui buio sono dirigenti, club, giocatori e teppisti. Questi hooligans, si chiamano in Argentina 'Barras bravas' hanno trovato un'attenzione speciale del governo dei Kirchner. Alcuni esponenti dell’AFA hanno detto che il denaro è stato trasferito ai conti bancari dei giocatori. Ma i giocatori hanno risposto che non c’è ancora nessun accredito di denaro sui loro conti. 

La FIFA minaccia di cancellare il calcio argentino

"L’AFA, tra l'altro, ha problemi anche istituzionali. Lo scorso ottobre non ha pagato i contributi pensionistici dei suoi impiegati. La Banca centrale argentina ha 500 assegni per circa 73 milioni di pesos, che non esistono, più o meno 4 milioni e mezzo di euro. Tutti gli assegni bancari sono stati respinti per mancanza di fondi". "La situazione è ancora più difficile, prosegue Milia, perchè l'AFA ha problemi anche con la FIFA che non vuole permettere l'elezione della nuova commissione se prima non si controlla l'onestà dei candidati. Ma la FIFA è andata ancora più avanti. Se non ha risposte convincenti dall’AFA, c'è il rischio della disaffiliazione, lasciando l’Argentina fuori dal calcio internazionale. Penso che tutto questo sia veramente difficile da capire in Italia, in Europa, perché è difficile capirlo anche qui da noi, in Argentina". 

La crisi argentina oltre il calcio

"Penso, spiega il giornalista Milia, che lo stop al campionato di calcio sia solo uno dei problemi dell’Argentina di oggi. Anche le scuole elementari non hanno ripreso le lezioni per lo sciopero degli insegnanti. A Buenos Aires ci sono state in questi giorni importanti mobilitazioni di tutte le sigle sindacali e aggregazioni nazionali. L’ex presidente Cristina Fernandez de Kirchner è stata chiamata dalla Giustizia per uno dei tanti processi che ha per corruzione". "Il Paese è in una situazione difficile, un po’ convulsa. Oggi l’Argentina ha un problema principalmente politico. L’opposizione non vuole lasciare governare Macri e tutti i problemi, ripeto, hanno una base politica come nel caso dello sciopero degli insegnanti. Il problema è legato al peronismo che non vuole lasciare solo il kirchnerismo ma si deve confrontare con l’attuale governo che, a sua volta, vuole essere politicamente corretto e sembra bloccato su molte decisioni importanti da prendere per il Paese". 


(Luca Collodi)