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Usa: wikileaks in 8 mila file prove contro Cia, no comment Casa Bianca

Logo della Cia - EPA

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No comment della Casa Bianca sul nuovo scandalo globale che ha investito la Cia. Secondo le rivelazioni di Wikileaks - l’organizzazione fondata e guidata da Juliane Assange - l’Agenzia statunitense d’intelligence ha operato spionaggio di massa, attraverso telefoni e tv, utilizzati come microfoni. Il servizio di Roberta Gisotti

“Angelo piangente”: il nome del programma di hackeraggio utilizzato dalla Cia per controllare i telefoni iPhone della Apple ma anche gli smarphone Android di Google e Microsoft, e cosi pure i televisori Samsung. E poi altri programmi, cosidetti ‘cavalli di Troia’ usati per penetrare chat e social. Oltre 8 mila i file sottratti alla Cia e pubblicati dal sito Wikileaks, che rivelano un nuovo scenario planetario di spionaggio, che sarebbe in parte sfuggito al controllo degli stessi operatori di intelligence statunitensi, ora nell’occhio del ciclone, e che avrebbero avuto nel consolato Usa di Francoforte, in Germania, la loro centrale operativa di cyber spionaggio in Europa, Medio Oriente e Africa. Rivelazione, questa che potrebbe compromettere i rapporti tra Germania e Stati Uniti, già incrinati sul fronte dei controlli di sicurezza, tra l’ex presidente Usa Obama e la cancelliera tedesca Merkel, il cui telefono si scoprì ai tempi del datagate, era sotto controllo della Nsa, l’agenzia nazionale di sicurezza usa, come svelò l’ex agente Snowden. Imbarazzo dunque in vista dell’arrivo a Washington, il 14 marzo, della Merkel, per incontrare il nuovo inquilino della Casa Bianca, Trump.