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A Loppiano l'evento "Da Chiara Lubich una luce per la famiglia"

Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari - RV

Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari - RV

“Da Chiara Lubich una luce per la famiglia”, questo il titolo dell’evento, a carattere internazionale, in corso fino a questa domenica a Loppiano, la cittadella del Movimento dei Focolari vicino Firenze. Si tratta di una delle numerose iniziative organizzate in tutto il mondo in occasione del nono anniversario della morte della fondatrice dei Focolari e dedicate quest’anno alla realtà delle famiglie. A Loppiano, accanto ad un incontro fatto di festa, scambio di testimonianze e workshops su diversi tema riguardanti la vita familiare, anche un Seminario con esperti per un approfondimento culturale del contributo della spiritualità dell’unità per la famiglia di oggi. Al microfono di Adriana Masotti, la psicopedagogista Maria Scotto e il coniuge, medico, Raimondo, membri del Centro internazionale “Famiglie Nuove”, diramazione dei Focolari, raccontano come è nato l’interesse della Lubich per la famiglia:

R. – Forse una delle prime cose che è stata un grande motivo di riflessione per Chiara è stata il fidanzamento della sorella Liliana, perché lei all’inizio sentendo questa grande spinta a consacrarsi, aveva quasi immaginato che la strada migliore per tutti fosse la consacrazione. Però, quando ha cominciato a vedere invece la bellezza del fidanzamento della sorella Liliana, in lei è nata l’evidenza che l’amore è uno solo, qualunque sia la strada che si intraprende. Per cui lei scrive una bellissima lettera alla sorella dicendo: “Anche se la tua strada non è come la mia, possiamo amare Dio con tutto il cuore. E tu, nella famiglia potrai farti santa”. Quindi questa è proprio la prima idea che è anche alla base del movimento “Famiglie Nuove”.

D. - Il movimento “Famiglie Nuove” ha avuto in tutti questi anni un grande sviluppo. È nato all’inizio per raccogliere insieme le famiglie che aderivano al carisma di Chiara. Poi è stato sollecitato anche dai cambiamenti della famiglia stessa e della società …

R. - Nel 1967 Chiara proprio perché vedeva che il mondo della famiglia era tanto minacciato, ha sentito nel cuore il desiderio forte che noi sposati, che già venivamo dal movimento dei Focolari, ci mettessimo sulle spalle con una cura particolare tutte le famiglie del mondo. Lei diceva: “Metto sulle vostre spalle la parte più travagliata, la parte più sofferente dell’umanità: separazioni, abbandoni, bambini che giacciono per anni negli orfanotrofi, oppure il consumismo, la vedovanza”. Lei ci ha dato, fin dal primo momento, la bellissima intuizione dell’arte di amare, perché soltanto con questa si può ricomporre il tessuto famigliare e si può arginare e prevenire la crisi.

D. - Da qui sono nati quindi incontri, convegni, proprio per aiutare le famiglie e le coppie in tutte le situazioni, anche le nuove unioni …

R.- Certo. Chiara diceva: “Prendetevi cura di queste persone, perché loro hanno un estremo bisogno di essere accompagnati”.

D. - Ma non è ancora tutto. Raimondo

R. - Ci sono anche questi corsi che organizziamo da alcuni anni per aiutare le  famiglie che hanno difficoltà nella loro vita di unità. Si cerca di aiutare queste coppie a ricostruire il loro rapporto e i risultati sono molto belli. Un’altra azione è quella che facciamo nel campo affettivo per gli adolescenti, che si chiama “Up to me”, tenendo presenti tutte le situazioni che ci sono oggi nella società, come la questione della teoria del gender. Si cerca anche di fare dei programmi adatti da portare nelle scuole. Abbiamo già fatto delle esperienze in questo senso, che partono proprio dalla comprensione profonda del corpo umana e della sua sessualità.

D. - Veniamo adesso a questo nono anniversario dedicato alla famiglia con eventi organizzati in diverse parti del mondo tra cui uno a carattere internazionale a Loppiano. Raimondo…

R. - In queste giornate si raccolgono delle esperienze non solo di vita, ma anche di tipo professionale e di studio. A Loppiano ad esempio oltre all’evento a cui partecipano queste famiglie di tutto il mondo, c'è anche un convegno di tipo culturale fatto soltanto da un certo numero di esperti che cercano proprio di vedere fino anche a che punto si è arrivati con il pensiero di Chiara anche da un punto di vista scientifico.

D. - Vorrei chiedere a Maria a questo punto di concludere con un pensiero di Chiara Lubich sulla famiglia …

R. - Le leggiamo un pensiero che ci sembra particolarmente bello. Chiara ce lo ha donato nel 1993 in un bellissimo messaggio. Recitava così: “Io vedo nella famiglia anche il modello per tutte le istituzioni sociali”. Lo legge Raimondo:

R. - “Dio ha creato la famiglia come segno e tipo di ogni altra convivenza umana. Ecco quindi il compito delle famiglie: tenere sempre acceso nelle case l’amore, ravvivando così quei valori che sono stati donati da Dio alla famiglia, per portarli ovunque nella società, generosamente e senza sosta”.