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Mons. Jurkovič: cure siano accessibili a tutti, superare monopòli

Un farmacista prende delle medicine - AFP

Un farmacista prende delle medicine - AFP

Un dialogo onesto e trasparente come via per affrontare i problemi del mondo. L’obbligo morale di costruire un futuro migliore per le nuove generazioni. Rimuovere le barriere, come monopòli e oligopoli, e l’inaccettabile avidità umana. Sono queste le priorità, indicate recentemente da Papa Francesco, richiamate da mons. Ivan Jurkovič intervenuto ieri a Ginevra, in Svizzera, ad un dibattito incentrato sul tema: “Accesso alle medicine”. Il servizio di Amedeo Lomonaco:

E’ necessario – ha spiegato il presule – assicurare l’accesso universale alle medicine, ai vaccini, alle diagnosi. L’osservatore permanente della Santa Sede presso l'ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra ha affermato, in particolare, che è cruciale correggere l’incoerenza delle politiche adottate e gli squilibri tra i diritti dei proprietari dei brevetti, dei ricercatori, dei produttori e quelli delle persone. Il nunzio ha inoltre ricordato il prezioso contributo della Chiesa cattolica per garantire l’assistenza sanitaria e l’accesso alle cure. Un impegno - ha sottolineato - che si articola attraverso gli sforzi di Chiese locali, istituzioni religiose e iniziative private.

Il prezioso impegno della Chiesa nel mondo
La salute è un diritto fondamentale e per tutelarlo – ha ricordato il presule – la Chiesa sostiene nel mondo 5158 ospedali, 6523 dispensari e cliniche, 61 lebbrosari e 15.679 case per anziani, malati cronici o disabili. Mons. Jurkovič, riferendosi agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, ha indicato tra le priorità la ricerca e lo sviluppo di vaccini e medicine per malattie che colpiscono soprattutto Paesi in via di sviluppo. E’ anche fondamentale – ha detto infine il nunzio - garantire l’accesso, a prezzi accessibili, a farmaci per il trattamento di Hiv, tubercolosi, malaria e ad altre patologie epidemiche.